Ormai resta solo Schifani a reggere il castello di sabbia

Perché all'ombra della già di per sé oscura "privatizzazione" continua a succedere di tutto tra affidamenti diretti, presidenti che mentono al parlamento, conflitti d'interesse, proroghe, patrocini e pubblicità assurde.
Adesso, diciotto candidati, due posti nello staff Safety, una “selezione” con i numeri che mostrano sorpassi clamorosi e chiedono risposte sui criteri usati dai commissari.
Alla SAC, per passare dalla dodicesima posizione alla seconda, possono bastare i punti di un colloquio.
Non è una battuta: è ciò che emerge confrontando i risultati della selezione interna per due operatori da inserire nello staff Safety con la loro rielaborazione senza il punteggio dell’orale.
Rossella Valentina Agata Barbagallo, seconda nel prospetto finale con 69 punti e quindi aggiudicataria del posto in palio, ne totalizza appena 20 sommando inglese, informatica e titoli di servizio.
Gli altri 49 arrivano dal colloquio.
Togliendo quella voce e riordinando tutti i diciotto nominativi, la sua posizione sarebbe la dodicesima ex aequo.
Undici candidati avrebbero un punteggio superiore.
Con l’orale, davanti a lei ne resta soltanto una.
Per una selezione destinata a coprire due posti, la differenza è tutto.
E alla società che gestisce l’aeroporto di Catania bisogna chiedere di spiegare, documenti alla mano, come sia stata costruita una valutazione capace di riscrivere così profondamente l’ordine dei candidati.
SAC, i numeri del verbale e il confronto senza colloquio
Il documento esaminato è la pagina del verbale datato 13 agosto 2026 che riporta diciotto nominativi e quattro voci di valutazione: prova di inglese, prova di informatica, titoli di servizio e colloquio.
E quello che segue è il verbale definitivo:

E ora vediamo come sarebbe stata la graduatoria badando ai soli titoli, senza il “colloquio orale”:

Il confronto è elementare: dal totale di ciascun candidato abbiamo sottratto il punteggio del colloquio, verificando che il risultato coincidesse con la somma delle altre tre voci.
Poi abbiamo riordinato i punteggi dal più alto al più basso, mantenendo gli ex aequo.
È una simulazione aritmetica, non una graduatoria ufficiale alternativa.
Nel prospetto originale soltanto i primi sette candidati hanno una posizione numerata; accanto agli altri compare una barra.
La pagina disponibile non chiarisce il motivo di questa distinzione, né consente di applicare eventuali soglie di idoneità e criteri di precedenza previsti dalla selezione.
Questa precisazione impedisce di confondere il calcolo con un diritto all’assunzione o all’assegnazione del posto.
Ma non cancella il dato centrale: il colloquio modifica radicalmente il risultato del confronto tra i punteggi.
La seconda classificata: dodicesima senza i 49 punti dell’orale
Il caso di Barbagallo è il più immediatamente significativo rispetto ai due posti disponibili.
La candidata ottiene 2 punti in inglese, 8 in informatica e 10 per i titoli di servizio.
La somma è 20.
Il colloquio aggiunge 49 punti, portando il totale a 69 e la posizione finale alla seconda.
Circa il 71% del suo punteggio complessivo deriva dall’orale.
Il confronto con Simone Bazzano rende ancora più evidente il peso di quella valutazione.
Anche Bazzano totalizza 20 punti nelle altre tre voci: 3 in inglese, 7 in informatica e 10 per il servizio.
Al colloquio, però, riceve 32 punti, contro i 49 di Barbagallo.
Stessa somma nelle altre prove e nei titoli, 17 punti di differenza all’orale, 17 punti di differenza nel totale finale.
Barbagallo arriva a 69, Bazzano si ferma a 52 e nel documento non ha una posizione numerata.
È precisamente questo scarto che merita una spiegazione verificabile.
Quali risposte, quali competenze e quali indicatori hanno prodotto quei 17 punti di distanza?
Fratantoni: dall’ultimo posto della simulazione al quinto finale
Se il caso Barbagallo incide direttamente sulle prime due posizioni, quello di Ernesto Fratantoni mostra il maggiore salto tra i candidati numerati nel verbale.
Zero punti in inglese, 6 in informatica, 3 per i titoli di servizio.
Totale senza colloquio: 9 punti, il più basso tra tutti i diciotto nominativi.
Poi arriva l’orale: 51 punti.
Il totale sale a 60 e Fratantoni arriva al quinto posto.
Nella comparazione aritmetica, il passaggio è dalla diciottesima alla quinta posizione: tredici posti.
Il colloquio vale l’85% del suo punteggio finale ed è il secondo più alto dell’intero elenco, superato soltanto dai 60 punti attribuiti a Caterina Marchese.
Un orale può far emergere competenze che altre prove non misurano.
Ma quando produce un effetto di questa portata, non basta esibire la somma finale: bisogna rendere comprensibile il percorso valutativo che l’ha generata.
Lanzafame e Scripilliti: altri due sorpassi che pesano
Antonio Lanzafame raccoglie 2,5 punti in inglese, 9 in informatica e 1 per il servizio.
Sono 12,5 punti, che nella simulazione lo collocano al sedicesimo posto.
Il colloquio ne aggiunge 45.
Risultato: 57,5 punti e sesta posizione finale.
Un salto di dieci posizioni nel confronto tra i due ordinamenti, con l’orale che rappresenta circa il 78,3% del totale.
Anche Viviana Scripilliti beneficia di un cambiamento significativo.
Con 22 punti nelle tre voci diverse dal colloquio sarebbe nona ex aequo.
Grazie ai 45 punti dell’orale, raggiunge 67 e si colloca terza nel verbale.
Il confronto con Gemma Guglielmino è particolarmente istruttivo: anche lei totalizza 22 punti tra inglese, informatica e servizio.
Ma il suo colloquio vale 30, quindici punti meno di quello di Scripilliti.
Il totale finale si ferma quindi a 52.
Di nuovo: parità nella somma delle altre voci, distacco interamente determinato dall’orale.
Mirone e Scaccianoce: i punteggi alti che precipitano nell’elenco finale
Francesco Carmelo Mirone presenta la somma più alta senza colloquio: 16 punti in inglese, 9 in informatica e 10 per il servizio.
Totale: 35.
Sarebbe primo nella simulazione.
Nella colonna del colloquio compare però zero.
Resta a 35 punti, il totale più basso dell’intero prospetto, ed è riportato nell’ultima riga.
La pagina non spiega perché quel punteggio sia zero.
Non consente di stabilire se derivi dalla valutazione della prova, da un’assenza, da una rinuncia o da un’altra circostanza.
Proprio per questo serve il verbale completo.
Il risultato numerico è invece inequivocabile: chi ha la somma più alta nelle altre tre voci finisce con il totale più basso a causa del “colloquio”.
Anche Giuseppe Scaccianoce merita attenzione.
Ha 18 punti in inglese, il valore più alto dell’elenco in quella prova, 3 in informatica e 5 per il servizio.
Con 26 punti sarebbe terzo nella simulazione.
Al colloquio ottiene 10 e il totale si ferma a 36.
Nel prospetto originale non gli viene assegnata una posizione numerata.
Due casi diversi, che non vanno confusi.
Entrambi però mostrano quanto il risultato finale dipenda dalla voce “colloquio”.
Marchese resta ai vertici, ma cambia il secondo nome
Caterina Marchese, prima nel verbale, totalizza 30 punti prima di considerare il colloquio: 11 in inglese, 9 in informatica e 10 per il servizio.
Riceve poi 60 punti all’orale, il punteggio più alto attribuito in quella colonna, e arriva a 90.
Senza colloquio sarebbe comunque seconda.
Il suo caso va quindi distinto da quello di Barbagallo: Marchese occupa una delle prime due posizioni in entrambi gli ordinamenti.
Le prime due posizioni della simulazione sarebbero Mirone e Marchese; quelle del verbale sono Marchese e Barbagallo.
Non si può trasformare automaticamente questo confronto in un diverso esito della selezione, ma si può e si deve mostrarne la portata.
Adesso serve chiarire pubblicamente criteri e verbali
Questi numeri documentano il peso decisivo dell’orale; da soli non dimostrano favoritismi o irregolarità.
La qualità di una valutazione si verifica attraverso i criteri applicati, le domande, le risposte e le motivazioni dei punteggi.
Ed è su questo terreno che SAC deve rispondere.
Le domande che rivolgiamo alla società sono concrete.
Quale peso era stato assegnato al colloquio nell’avviso di selezione?
Quali competenze doveva verificare per l’inserimento nello staff Safety?
Quali griglie erano state definite prima delle prove e come sono state applicate?
Quali elementi giustificano le differenze tra candidati con la stessa somma nelle altre tre voci?
Perché il prospetto numera soltanto sette posizioni e quale circostanza spiega lo zero attribuito a Mirone?
Servono l’avviso integrale, i criteri di valutazione, i verbali della commissione e le schede dei punteggi, con le tutele necessarie per i dati personali estranei alla verifica.
Il punto non è processare i dipendenti, né negare che un colloquio possa modificare una graduatoria.
Il punto è pretendere che una selezione sia comprensibile anche a chi quel colloquio lo ha sostenuto e ne è uscito con un risultato sfavorevole.
E magari, considerato questo caso, dare una controllatina alle precedenti procedure “selettive”.
Alla SAC l’orale ha parlato fortissimo: ora devono parlare gli atti.


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