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Dettagli operazione "Eco Beach": rischiavano anche di provocare l'inondazione del centro abitato

16-12-2020 13:12

redazione

Cronaca, Focus,

Dettagli operazione "Eco Beach": rischiavano anche di provocare l'inondazione del centro abitato

Per i loro illeciti traffici hanno anche deviato un torrente. Coinvolti 5 pubblici funzionari. Il video della conferenza stampa. TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI.

I Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 16 provvedimenti cautelari personali (nr. 2 arresti in carcere - nr. 9 arresti domiciliari – nr. 4 obblighi di firma – nr. 1 interdizione dai pubblici uffici) e nr. 2 provvedimenti cautelari reali (nr. 2 sequestri di aziende), disposti dal GIP presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, nei confronti di 14 persone tra imprenditori e dipendenti operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti e di 2 funzionari pubblici della Città Metropolitana di Messina.
 

Contestati i reati di associazione per delinquere (art. 416 c.p.), attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, (art. 452 quaterdecies c.p.), combustione illecita di rifiuti (art.256 bis d.lvo 152/2006), “invasione di terreni” e “deviazione di acque” (artt. 632 e 633 c.p.) abuso d’ufficio (art. 323 c.p.), falsità ideologica commessa da P.U. (art. 479 c.p.) e corruzione (art. 319 c.p).
 

L’indagine, denominata “ECO BEACH”, dal nome della società attorno alla quale ruota tutta l’illecita attività, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania e della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri della Procura della Repubblica di Messina, ed ha avuto inizio, il 16.12.2016, a seguito del controllo eseguito dai militari del NOE e della Compagnia CC di Taormina presso un impianto di trattamento rifiuti di Giardini Naxos (ME) che, nella circostanza, risultò essere stato realizzato, in maniera abusiva, in un’area sottoposta a vincoli di varia natura (tra cui quello di carattere idrogeologico), con l’illecita trasformazione di un lungo tratto dell’alveo di un torrente che lo fiancheggia, attraverso riporti di terreno, in una strada carrabile utilizzata per far giungere al sito i mezzi pesanti trasportanti i rifiuti.
 

Tale situazione di fatto ha comportato (e potrebbe tuttora comportare) seri e reali rischi di possibili inondazioni anche del centro abitato posto a vale dell’impianto, poiché la trasformazione dell’alveo del torrente (torrente “San Giovanni” in località Cantaro del comune di Taormina) nella suddetta strada a fondo battuto ha notevolmente ristretto la larghezza naturale del corso d’acqua, determinando il difficoltoso deflusso naturale delle acque in caso di precipitazioni particolarmente avverse, fatto peraltro già verificatosi in almeno due occasioni negli ultimi tre anni.  


Lo sviluppo dell’attività ha poi fatto emergere il coinvolgimento, in ipotesi di traffico illecito di rifiuti, di più soggetti e più società direttamente collegate alla prima ed al suo titolare di fatto, tanto che, nel maggio del 2018, la direzione delle indagini fu assunta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina. 


Nel dicembre 2018, l’impianto della società ECO BEACH s.r.l. di Giardini – Naxos (ME) è stato sottoposto a stringente ispezione da parte del N.O.E. di Catania e, per le gravi violazioni contestate, sequestrato.

 

Tale provvedimento è stato convalidato da G.I.P. ed ulteriormente confermato dal Tribunale del Riesame, cui gli interessati avevano avanzato ricorso. 
 

Nell’ambito delle indagini sono emerse reiterate condotte illecite da parte dei numerosi indagati, in ordine alla compilazione e ricezione di formulari di identificazione contenenti dichiarazioni non veritiere, all’occultamento, distruzione e l’incenerimento illecito di rilevanti quantità di rifiuti, fino al rilascio di autorizzazioni illecite lungo una lunga filiera che va dal livello della Pubblica Amministrazione locale fino ai vertici provinciali del settore ambientale. 
 

L’illecita attività si è sviluppata attraverso le condotte dei reati di gestione illecita, discarica abusiva, occultamento ed incenerimento di rifiuti, anche di natura pericolosa, tra cui spiccano:
 

Percolato di discarica;
Residui della lavorazione meccanica di plastiche, carte e cartone;
Sfalci di potatura e scarti della lavorazione del legno;
Rifiuti elettronici contenenti sostanze pericolose - cd. RAEE – (frigoriferi);
Fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane;
Rifiuti biodegradabili da cucine e mense;
Rifiuti provenienti dal trattamento meccanico di altre tipologie di rifiuti.
Rifiuti ingombranti (materassi).
per un quantitativo stimato di svariate decine di migliaia di tonnellate, che ha procurato agli indagati un illecito profitto di qualche milione di euro. 

 

Sul fronte dei reati contro la pubblica amministrazione, rilevanti prove sono state raccolte in ordine ai reati di abuso ed omissione di atti d’ufficio, falso materiale, falso ideologico, finalizzati al rilascio di autorizzazioni illegittime, necessarie a “coprire” le illecite operazioni di smaltimento, nonché anche in ordine ad un “dimostrato” episodio di corruzione di un pubblico funzionario della Citta Metropolitana di Messina, addetto al controllo, attraverso la cessione di somme di denaro e ricezione di altre regalie (cene e altre utilità), che compensassero un documentato atteggiamento “compiacente” nel corso dei controlli.
 

Nel provvedimento cautelare viene contestato il reato di associazione per delinquere a 8 indagati, ritenuti partecipi di un’organizzazione strutturale, un gruppo criminale volto alla commissione di una serie indeterminata di reati contro la pubblica amministrazione e in materia ambientale, quali il traffico illecito e lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali, anche pericolosi, con il fine di consentire a taluni imprenditori operanti nel settore ambientale di massimizzare i profitti, attraverso una considerevole riduzione dei costi che avrebbero dovuto sostenere, qualora avessero proceduto a smaltire i rifiuti in modo lecito.


Complessivamente sono 21 gli indagati tra cui:
 

16 persone direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore della gestione dei rifiuti di varie province della Sicilia;
 

5 persone appartenenti a pubbliche amministrazioni e enti di controllo locali e provinciali della P.A., coinvolti nel rilascio di attestazioni non veritiere, autorizzazioni illegittime ed altro.
 

Nello stesso contesto il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto anche il sequestro dei 2 più importanti impianti di trattamento rifiuti coinvolti nell’indagine, riconducibili alle società ECO BEACH s.r.l. di Giardini Naxos e OFELIA s.r.l. di Catania, per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

 

 

ELENCO INDAGATI

 

Persone sottoposte alla custodia cautelare in carcere:
 

1. SAVIO Venerino, 73enne di GIARDINI NAXOS;
2. FARAONE Eugenio, 65enne di MESSINA;
Persone sottoposte agli arresti domiciliari: 
3. SAVIO Patrizia, 46enne di GIARDINI NAXOS;
4. MONASTRA Gaetano Raffaele Silvestro, 58enne di CATANIA;
5. MONACO Giuseppe, 61enne di ACIREALE;
6. GIUNTA Davide, 40enne di FRANCAVILLA DI SICILIA;
7. RUSSO Rosario, 61enne di FIUMEFREDDO DI SICILIA;
8. TALIO’ Matteo, 63enne di TAORMINA;
9. LONGO Giovanni, 64enne di AUGUSTA;
10. CODEVILLA Stefano, 60enne di CATANIA;
11. BARBINI Romolo, 49enne di FRANCAVILLA DI SICILIA;

 

Persone destinatarie della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.g.: 
12. SAVIO Simone, 25enne di GIARDINI NAXOS;
13. CATANZARO Rosario, 54enne di TAORMINA;
14. GUGLIOTTA Basilio, 65enne di GIARDINI NAXOS;
15. INTILISANO Vincenzo, 43enne di GIARDINI NAXOS;

 

PersonA destinataria di misura cautelare interdittiva: 
16. S. C., 63 enne di SPADAFORA,

 

Persone destinatarie di informazione di garanzia: 
17. L.T. G. 62enne di  GIARDINI NAXOS; 
18. S. G., 47enne di GIARDINI NAXOS; 
19. C. A., 63enne di MESSINA; 
20. L.T. P., 68enne di GIARDINI NAXOS;
21. C. F. 45enne di GIARDINI NAXOS;

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