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Sabato alle 10 in diretta seminario YMCA: "Prevenzione e lotta alla criminalità ambientale"

27-03-2021 06:07

SudTalk

Cronaca, Focus, Fondazione Ymca Italia,

Sabato alle 10 in diretta seminario YMCA: "Prevenzione e lotta alla criminalità ambientale"

Relatori: Maria Concetta Marzo, Giuseppe Vadalà, Luca Ramacci e Rossella Pezzino de Geronimo

Il seminario, moderato dalla Prof. Daniela Mainenti, Direttore Nazionale Postgraduate della Fondazione YMCA Italia, sarà trasmessa sul canale Youtube della testata e sulle pagine Facebook YMCA e SudPress.


Nel nostro ordinamento la tutela giuridico-penale dell’ambiente è caratterizzata da un’estrema disorganicità. Esistono centinaia di fattispecie incriminatrici sparse in leggi amministrative di settore, storicamente stratificate, mal coordinate, di difficilissima applicazione ed interpretazione. Questa situazione ha fatto della tutela penale dell’ambiente uno dei settori in cui maggiormente si è manifestato il fenomeno della c.d. "supplenza giudiziaria", ad iniziare dai c.d."pretori d’assalto" degli anni ’70.
 
In questo quadro disorganico non si può non prendere atto di un dato che deve destare una immediata e sempre più centrale attenzione del legislatore: l’ingresso della criminalità organizzata nel settore ambientale.
E’ noto infatti che, come risulta anche dagli atti della Commissione parlamentare antimafia, le associazioni criminali hanno individuato nel settore ambientale un business paragonabile per fatturato al traffico della droga ed alla prostituzione.

Esse in alcuni territori controllano il ciclo del cemento, dall’attività estrattiva all’abusivismo edilizio, e sono massicciamente impegnate nelle lucrosissime attività di controllo della raccolta, dello smaltimento e dei traffici di rifiuti. E’ dimostrato che tali organizzazioni hanno un’elevata capacità di strutturarsi come vere imprese. Si pensi ad esempio al c.d. "tombamento" con rifiuti delle cave dismesse, attività dove i cicli del cemento e dei rifiuti si integrano perfettamente moltiplicando esponenzialmente la ricchezza illecitamente prodotta.
 Fatti che non sono più semplici infrazioni commesse da privati per isolati casi soggettivi, ma diventano il prodotto di un disegno criminoso a vasto respiro e con effetti devastanti per l'ambiente.
 
Va anche rilevato che ogni violazione o illecito ambientale è all’origine di violazioni tributarie: nel settore del traffico dei rifiuti, le attività di raccolta, trasporto e smaltimento (tranne le specie minori come l'abbandono), sono connesse con frodi fiscali; nell’attività estrattiva abusiva centinaia di migliaia di metri cubi di materiali vengono commercializzati sul mercato dell’edilizia sfuggendo totalmente al fisco; stesso discorso vale per le costruzioni abusive che determinano danni in termini di mancate entrate difficilmente quantizzabili anche laddove si consideri solo l’omesso versamento dei tributi locali. L’accertamento degli illeciti ambientali può dunque favorire anche l'accertamento dell’evasione fiscale.
Orbene, occorre in primo luogo premettere che tale fenomeno, nel corso degli anni, ha subito una trasformazione da una dimensione cd. “occasionale-individuale” ad una cd. “organizzata-complessa”; invero, si tratta di attività criminose che, manifestandosi attraverso modalità organizzative tipiche delle associazioni a delinquere di stampo mafioso, si presentano oggi estremamente articolate. 

Ne consegue la diffusione di reti che collegano, da una parte, le organizzazioni criminali tra loro e con la criminalità tradizionalmente intesa, anche in un’ottica transnazionale e, dall’altra, con istituzioni e soggetti operanti all’interno dell’economia “legale”.

In particolare, il settore dei rifiuti si caratterizza sempre più per la compresenza di una pluralità di figure specializzate, in un intreccio di ruoli e competenze, ciò garantendo la solidità delle stesse organizzazioni criminali anche attraverso il coinvolgimento di organi “affaristico-imprenditoriali” nazionali e transnazionali.

L’espressione ecomafia sembra infatti suggerire proprio l’intreccio, in un “settore protetto”, tra una molteplicità di soggetti, imprenditori, produttori, trasportatori, tecnici di laboratorio, pubblici funzionari, con altre figure più “opache”, come intermediari commerciali e mediatori, fino a veri e propri esponenti di organizzazioni geneticamente criminali, specie di stampo mafioso.

Tra le principali cause che favoriscono lo sviluppo di tale fenomeno non possono sottacersi la complessità della legislazione e le lacune normative, il continuo stato di emergenza, i fatti corruttivi, i rapporti collusivi nell’ambito dell’attività delle P.A., e, soprattutto, la mancanza di adeguati controlli. 

Il seminario organizzato da Fondazione Ymca Italia Ets il giorno 27 marzo a partire dalle ore 10:00 ha l’obiettivo di fare il punto sullo stato dell’arte della lotta alla criminalità ambientale ma anche di proporre, soprattutto ai più giovani ascoltatori degli spunti di analisi e pratici per essere essi stessi, in prima persona,  protettori dell’ambiente

Relatori

schermata2021-03-27alle06-58-43-1616824787.png

MARIA CONCETTA MARZO

Avvocato patrocinante presso le Giurisdizioni Superiori. Dottore di ricerca in Diritto e Proceduta Penale presso Università La Sapienza. Autore di monografie, saggi e commenti. Componente Comitato Scientifico della Fondazione YMCA Italia. Svolge attività professionale prevalentemente nel settore penale, occupandosi, tra gli altri, di reati ambientali.


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LUCA RAMACCI
Magistrato, è attualmente Consigliere presso la Terza Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione.
Dal 2003 al 2010 Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli, ha precedentemente svolto le medesime funzioni in Belluno e Venezia.
Autore di numerosi articoli su riviste nazionali ed internazionali, è stato relatore in convegni nazionali ed internazionali ed ha tenuto conferenze presso master e scuole di specializzazione post universitarie.
E’ stato più volte chiamato a contribuire alla formazione del personale di polizia giudiziaria in Italia (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Polizie Locali) ed all’estero nelle tecniche di indagini sui reati ambientali.
Nominato più volte relatore nei corsi di aggiornamento professionale per  magistrati organizzati dal Consiglio Superiore della Magistratura e dalla Scuola Superiore per la magistratura, è autore di diversi volumi utilizzati anche come testi di studio in diverse università.
E’ stato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ed ha fatto parte più volte di Commissioni di esperti presso il Ministero dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Ha realizzato e cura il sito “Lexambiente” (www.lexambiente.it) ed è editore e co-direttore di questa rivista


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GIUSEPPE VADALÀ
Generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri, dal 2017 è Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale  con i compiti di impulso e di coordinamento per le attività di bonifica e di messa in sicurezza delle discariche abusive oggetto di sanzione UE comminata all’Italia a seguito della Sentenza della Corte di Giustizia Europea.
L’impegno del Commissario, attraverso l’apporto decisivo dell’Arma dei Carabinieri che è intervenuta con proprie risorse umane, strumentali, economiche e logistiche per fare fronte a questa importante missione, è quello di bonificare o mettere in sicurezza le discariche e restituirle ai territori in tempi brevi e operando bene nell’interesse del nostro Paese.
Per questo il Commissario di Governo non può che essere autorevole soggetto istituzionale specializzato servente la collettività nazionale, attraverso gli Enti territoriali, per produrre l’indispensabile azione di sicurezza ambientale, territoriale e di salubrità per le collettività cittadine e rurali presenti nelle aree dei Comuni ancora interessati dalle discariche da porre a norma e oggi da adeguare in modo definitivo alla normativa europea e nazionale nell’interesse del nostro Paese.
Dal 2009 è stato Direttore della Divisione 2^, di sicurezza agro ambientale e agro alimentare e responsabile del Nucleo AgroIimentare e Forestale (N.A.F.), Ispettorato generale di Roma.
Dal 2000 al 2008 è stato Funzionario responsabile del Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi, N.I.A.B., Ispettorato generale di Roma, (addetto della Divisione 3^, di protezione civile e antincendi boschivo); 
Funzionario e responsabile del coordinamento info-investigativo delle attività di sicurezza ambientale, dal luglio 1997 a febbraio 2002 (addetto della Divisione XIII°, di sicurezza ambientale Direzione generale delle Risorse forestali montane e idriche di Roma).


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ROSSELLA PEZZINO DE GERONIMO

Personalità poliedrica e vulcanica, che si divide tra le sue attività professionali e l'indole artistica che la porta ad esporre le sue opere in giro per il mondo. Imprenditrice e manager di livello, ha fondato con Walter Magnano di San Lio la Dusty srl di cui è Amministratrice Unica, oggi una delle più importanti aziende operanti nel settore dei rifiuti da sempre impegnata nel rispetto dell'Ambiente e nell'attività di educazione alla gestione consapevole da parte degli utenti del ciclo dei rifiuti. È stata ed è protagonista di epocali battaglie in favore della legalità e per il contrasto alle infiltrazioni malavitose in un settore particolarmente delicato ed esposto.

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 04818090872
Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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