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"Siamo tutti Briganti", ma la solidarietà non basta più: questa storia è una vergogna per l'amministrazione

17-05-2021 07:00

Pierluigi Di Rosa e Lucia Murabito

Cronaca, Focus,

"Siamo tutti Briganti", ma la solidarietà non basta più: questa storia è una vergogna per l'amministrazione comunale e la prefettura di Catania!!!

Nuovo attacco ai Briganti: incendiato il pulmino. COsa deve succedere ancora perché qualcuno si muova?

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Nuovo attacco ai Briganti: incendiato il pulmino.

Cosa deve succedere ancora perché qualcuno si muova?


Azioni incendiarie, i furti, gli scassi. 

 

Appena 10 giorni fa il furto all'interno della sede.

 

In realtà dal 2015 l'associazione de I Briganti di Librino subisce danneggiamenti di ogni tipo.

Nel linguaggio mafioso sono atti che hanno una duplice valenza.
 

Il più delle volte sono intimidatori.

Servono a dire a chi li subisce che è tenuto sott’occhio.

Che se possono fare quello agli oggetti chissà cosa possono fare alle persone. Che quello che si sta facendo in quel dato territorio non è gradito.
 

I Briganti a Librino, attraverso il rugby e le iniziative della Librineria, che riguardano il doposcuola e le attività ludiche per i più piccoli hanno da sempre l’obiettivo di dare un'alternativa ai ragazzi e alle ragazze che il quartiere lo abitano.
 

E nonostante gli atti intimidatori, i furti, i danni, i Briganti continuano ad andare avanti per la loro nobilissima strada a testa alta. Dimostrando che le intimidazioni non li scalfiscono.
 

Loro continuano a lavorare, in territorio difficilissimo portando speranza, impegno, alternative a quei ragazzi che qualche metro più avanti del S.Teodoro liberato sono abituati a scorgere le vedette a controllo del territorio, affacciate ai cornicioni di giorno e di notte, col sole e con la pioggia.
 

Dare fuoco al pulmino - quello con cui portano i ragazzi alle partite, con cui accompagnano a casa i più piccoli che non saprebbero come raggiungere la librineria o il campo - non è stato un "semplice" atto intimidatorio. Come non lo è stato il furto del defibrillatore e dell’idropulitrice a seguito dello scasso dello scorso 24 aprile. Come non lo è stato l’incendio alla club house nel 2018.

 

Vogliono fermarli, vogliono impedirgli di continuare a svolgere la loro missione all’interno del quartiere. I furti, gli scassi, gli incendi, servono a sottrarre ai Briganti mezzi importanti, frutto di grandi sacrifici.
La catena della solidarietà è già ripartita: è possibile aiutare i briganti aderendo alla raccolta fondi #unfioreXiBriganti lanciata dopo l’effrazione dello scorso 24 aprile. Ma se pur importantissimo, questo non basta più.
Così come non bastano i comunicati stampa di vicinanza da parte delle varie associazioni e forze politiche.

Serve la presenza dello Stato e della Pubblica Amministrazione.

 

SERVE UNA VIGILANZA ATTIVA, 24H, COSTI QUEL CHE COSTI: PERCHÈ LA SEDE DE I BRIGANTI DI LIBRINO È UN PRESIDIO DELLO STATO DI DIRITTO IN UN QUARTIERE VIOLENTATO DA UNA POLITICA DEFICIENTE E CRIMINALE!

 

Ne buttano tanti di soldi pubblici, pagano il doppio ogni fornitura, lo raccontiamo ogni giorno: almeno stavolta li si impiegherebbero bene proteggendo un simbolo di legalità e speranza, magari dando lavoro a qualche custode o pagando straordinari sacrosanti alle Forze dell'Ordine.

 

Cosa si riunisce a fare il "Comitato per l'ordine e la sicurezza" presieduto dal prefetto?  Possibile che dopo tanti segnali inquietanti non si sia riusciti a dare un segnale di presenza dello Stato dalle parti di Librino?


Cosa ha intenzione di fare il Comune per tutelare i Briganti e quel bene (comunale) che è stato loro affidato?
Non è dato saperlo.
Il Sindaco Pogliese ieri è stato troppo impegnato ad inaugurare gli hub vaccinali. Tanto impegnato a tagliare nastri da non aver avuto stavolta, neanche  il tempo di dedicare una parola per i Briganti.

 

Gli stessi Briganti a cui da oltre un anno è impedito l’accesso al campo, ostaggio di un cantiere infinito.

D’altronde parliamo dei Briganti, non del Calcio Catania. E il S.Teodoro non è mica il Massimino, no?

Non possiamo che concordare con le parole di Daniele Abate, direttore del Ludum il museo della scienza di Catania: la solidarietà virtuale non basta più.

 

“Vogliamo che i briganti vengano protetti”, scrive Abate in un lungo post facebook a sostegno dei Briganti coi quali da anni il Ludum condicive progetti a sostegno dei ragazzi con povertà culturale ed educativa.

“Vogliamo un'indagine seria (scientifica e con la DIA all'opera)", prosegue Abate. "Vogliamo che i colpevoli vengano trovati. Cosa deve succedere, ancora, prima che qualcuno con uno straccio di carica politica si muova? 
Vogliamo che il Ministro degli interni  faccia qualcosa, la situazione sta diventando sempre più seria, il prossimo passo saranno pallottole?

Noi (perché siamo tutti briganti) non vogliamo essere i prossimi martiri immolati sull'altare della lotta alle mafie, vogliamo continuare ad educare senza pensare che questo sia pericoloso”. 

“Nel 2021 in Europa veniamo minacciati perché insegniamo a vivere civilmente ed a crescere culturalmente? Basta solidarietà”, conclude Abate.

 

Invece di perdere tempo inaugurando di tutto, dai finti preliminari di squadre di calcio agli hub vaccinali milionari, dalle strade incomplete alle stazioni ferroviarie finte, ora siamo arrivati persino ai defibrillatori "donati" con soldi pubblici da partecipate del comune al comune stesso, PROVINO A FARE QUALCOSA DI CONCRETO!

 

Saremo anche tutti Briganti, ma la solidarietà non protegge: OCCORRONO RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI SERI!

PROVATE AD ESSERE SERI!!!

MAGARI UNA VOLTA CI RIUSCITE


I precedenti danni subiti da I Briganti:

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