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SudStyle Talk in diretta alle 11 di Teatro si parla con un Gigante: Eugenio Barba

10-10-2021 07:00

SudTalk

Cronaca, SudStyle, SudTalk, Focus,

SudStyle Talk in diretta alle 11 di Teatro si parla con un Gigante: Eugenio Barba

UNA PUNTATA IMPERDIBILE

Il matinèe di questa domenica, con il direttore di SudStyle Aldo Premoli condotto dal direttore editoriale del Gruppo Sudpress Pierluigi Di Rosa sarà davvero una puntata straordinaria: si parlerà di Teatro con uno dei massimi esponenti, un vero gigante che di quello Contemporaneo ha fatto la Storia e ne è interprete tra i più visionari riconosciuto a livello internazionale: Eugenio Barba.

 

In studio con il Maestro ci sarà Lorenzo Gleijeses, danzatore protagonista dello spettacolo in scena a Noto per il Codex Festival.

Con noi anche un "espertissimo” di arti performative come Antonio Calbi, direttore artistico dell’INDA, e Salvatore Tringali, direttore artistico di Codex e magnificamente colpevole di avere catturato Barba sul palco del teatro Tina di Lorenzo a Noto.

 

Oltre che sulle home page delle testate del gruppo, si andrà in diretta alle 11 sulle pagine Facebook di Sudpress e SudStyle e sul canale Youtube.

Per questo matinée del 10 ottobre un eccezionale lectio magistralis di Eugenio Barba per capire cosa è il teatro contemporaneo 

Eugenio Barba è indubbiamente uno dei grandi maestri della storia del Teatro del secondo Novecento. 

 

La sua attività, punto di riferimento a livello internazionale da oltre mezzo secolo, spazia in tante direzioni: dalla creazione di spettacoli alla riflessione teorica, dalla trasmissione allo studio scientifico sulla tecnica dell’attore al teatro “fuori dal teatro”, nei contesti sociali e transculturali del mondo per attivare rapporti fra culture ed etnie diverse.

 

Insieme all'attore e danzatore Lorenzo Gleijeses ha preparato  una performance dal titolo "Una giornata particolare del danzatore Gregorio Samsa", (il riferimento a Kafka è voluto) per il Codex Festival in corso a Noto e ora ha accettato di dedicarci un’ora per raccontare a partire da qui che cosa significa fare Teatro.

 

Un’occasione davvero unica. 

 

“Per me un gradissimo onore, confrontarsi con un artista e un intellettuale di questo livello: una di quelle cose che capitano raramente anche a chi fa il mio mestiere… quasi ancora non ci credo… e provo già un poco di reverente paura…” il commento di Aldo Premoli.


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EUGENIO BARBA (1936) è uno dei maestri della storia del teatro del secondo Novecento.

 

Nasce in Puglia (Italia), cresce a Gallipoli, frequenta il liceo classico alla Scuola Militare Nunziatella a Napoli.

 

Nel 1954, emigra in Norvegia. A Oslo lavora come lattoniere e saldatore poi, per due anni, come marinaio su un cargo norvegese. Intanto studia all’Università dove si laurea in letteratura francese e norvegese e storia delle religioni. 

 

Nel 1961, grazie a una borsa di studio, segue il corso di regia presso la Scuola Teatrale di Varsavia. 

Lo interrompe dopo un anno per andare a lavorare con un piccolo teatro sperimentale di provincia a Opole, diretto dal giovane e a quel tempo sconosciuto regista Jerzy Grotowski e dal critico Ludwik Flaszen. Vi resta fino al maggio del 1964, alternando il lavoro di aiuto regista con i viaggi in Europa per promuovere l'attività di Grotowski che nel 1965 sarà al centro del suo primo libro Alla ricerca del teatro perduto.

 

Di quegli anni anche un primo soggiorno di cinque mesi in India dove conosce e scrive un saggio sul kathakali, teatro danza tradizionale, allora pressoché sconosciuto in Occidente. 

 

L'ottobre del 1964 è una data fondamentale: Barba fonda a Oslo l'Odin Teatret con alcuni giovani “respinti” dalla scuola di teatro di Stato.

Due anni dopo, si trasferisce col suo gruppo in Danimarca, a Holstebro, e qui dà vita a un laboratorio teatrale con modalità di produzione pionieristiche.  

Oltre agli spettacoli in spazi non tradizionali, diventa centrale l’apprendimento/training dell'attore e la sua trasmissione attraverso seminari e corsi didattici che l’Odin organizza in tutto il mondo.

Queste esperienze di pedagogia alternativa, fuori dalle scuole istituzionali, costituiscono per il gruppo un’essenziale risorsa artistica ed economica.  

 

L’insieme di queste attività dà vita al Nordisk Teaterlaboratorium che, con l'Odin Teatret e l’ensemble interculturale Theatrum Mundi, diventa un ambiente e un luogo unico nell’universo del teatro, senza confini e multilingue.

 

Le collaborazioni e le iniziative di Barba e i suoi attori con teatri, università, gruppi di base e istituzioni prestigiose sfociano in numerose iniziative pedagogiche, artistiche e sociali, a Holstebro e in svariate parti del mondo, particolarmente in Sud America. 

 

Eugenio Barba e l’Odin Teatret realizzano 81 spettacoli, nei teatri e in luoghi non convenzionali, portandoli nelle strade, nelle piazze, nei paesi, nelle comunità “senza teatro”. Il rapporto attore-spettatore diventa interferenza, interazione e reciprocità attraverso la pratica del “baratto”, uno scambio di espressioni culturali tra gli attori dell’Odin e le popolazioni dei diversi continenti.

 

Le centinaia di esperienze in giro per il mondo si radicano anche nella “casa” di Holstebro in Danimarca dove Barba e l’Odin Teatret ogni tre anni coinvolgono decine di associazioni, scuole, centri culturali, militari, polizia, commercianti, associazioni sportive e di volontariato in una Settimana di Festa - la Festuge – con il fine di celebrare durante nove giorni e notti la diversità e le risorse delle numerose culture della comunità.

 

Questa attività locale e internazionale trova, in quegli anni, corrispondenza in una proliferazione di gruppi di teatro che Barba definisce Terzo Teatro: una nuova cultura teatrale, né tradizionale né d’avanguardia. 

Come “isole galleggianti”, questi gruppi di artisti, spesso autodidatti, coltivano un’etica professionale ma anche sociale e civile, modificando così la geografia culturale dei luoghi in cui operano.

 

Nel 1976 Barba organizza un incontro tra gruppi europei e latino-americani basato su uno scambio della loro cultura di lavoro - il training - avviando una tradizione di incontri che continua ancora oggi.

Per l’occasione scrive il testo Terzo Teatro che acquista valore di Manifesto.

Nel 1979 pubblica Le isole galleggianti, tradotto immediatamente in numerose lingue. Il libro descrive le esperienze dell’Odin Teatret e diventa un “grido di battaglia” per molti gruppi teatrali. 

Il 1979, è un altro anno cruciale: Eugenio Barba fonda l'ISTA, International School of Theatre Anthropology, un laboratorio internazionale itinerante di studi comparativi sui principi che stanno alla base della tecnica dell'attore/danzatore nelle diverse tradizioni e culture. Questo campo di studi vivo e denso, che Barba ha definito “antropologia teatrale”, è una delle più importanti intuizioni nel teatro del secondo Novecento, opportunità di ricerca, confronto scientifico e condivisione, grazie all’apporto di artisti, studiosi ed esperti di saperi diversi.

 

Nel 1990 Barba fonda l’Università del Teatro Eurasiano in collaborazione con l’Università di Bologna. Nel 2002 dà vita al Centre for Theatre Laboratory Studies in collaborazione con l'Università di Aarhus.

Barba ha pubblicato 25 libri, numerosi saggi e articoli tradotti in una trentina di lingue. È nel comitato editoriale di alcune riviste internazionali, tra cui "TDR - The Drama Review", "Performance Research", "New Theatre Quarterly" e "Teatro e Storia". Ha fondato due case editrici, Odin Teatrets Forlag (1967) e Icarus Publishing Enterprise (2009) in collaborazione con il Grotowski Institute (Polonia) e TARF, Theatre Arts Researching the Foundation (Malta). È promotore e redattore di due riviste: “Teatrets Teori og Teknikk” (1967) e “Journal of Theatre Anthropology” (2021). 

 

Barba ha ricevuto numerosi premi internazionali. La sua ricerca artistica nel campo dell'antropologia teatrale è stata riconosciuta con lauree e dottorati onorari dalle università di Aarhus, Ayacucho, Bologna, Havana, Varsavia, Plymouth, Hong Kong, Buenos Aires, Tallinn, Cluj-Napoca, Edinburgo, Shanghai e Peloponneso.

Gli sono stati concessi la "Reconnaissance de Mérite Scientifique" dell'Università di Montreal, il Premio Sonning dell'Università di Copenaghen, Il Premio Internazionale Luigi Pirandello, il Premio Thalia dell'International Association of Theatre Critics (IATC), l’onorificenza Gloria Artis della Polonia e la medaglia della città di Atene. È Cavaliere dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana e Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. La Danimarca gli ha elargito i più alti riconoscimenti: il Premio dell'Accademia Danese nel 1976 e nel 2000 la Croce di Cavaliere della Regina di Danimarca.

Nel 2013 l'associazione dei registi danesi gli ha assegnato il premio alla carriera e lo Stato danese un vitalizio per meriti artistici verso la nazione.

 

Nel 2020, insieme all’attrice Julia Varley, istituisce la Fondazione Barba Varley, con lo scopo di sostenere artisti e artiste che lavorano in situazioni di svantaggio a causa delle loro opinioni politiche o per motivi razziali, di genere e di appartenenza sociale.


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ANTONIO CALBI è Sovrintendente della Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa dal 2018.

 

E' stato direttore del Teatro di Roma - Teatro Nazionale e del Teatro Eliseo. Manager culturale, critico e studioso delle arti sceniche e delle discipline del progetto, giornalista professionista. 

Ha ideato e diretto festival, rassegne e eventi con l’associazione Teatri 90 progetti, attraverso cui ha promosso le nuove generazioni della scena italiana e internazionale, con una attenzione particolare alla multidisciplinarietà, e ha collaborato con numerosi teatri italiani. Dal 2007 al 2014 ha diretto il settore Spettacolo del Comune di Milano (sindaci Moratti e Pisapia, con assessori Sgarbi e Boeri), dove si è occupato di teatro, danza, musica, cinema, multimedia, creatività giovanile, eventi, ma anche di moda e design. E' stato consulente delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Torino 2006 e fra i promotori di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Ha preso parte a numerose giurie di premi e concorsi, curato convegni, mostre, pubblicazioni. E' stato membro della Consulta per lo Spettacolo del Ministero della Cultura. E' Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres della Repubblica Francese e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.


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LORENZO GLEIJESES (Napoli, 1980) debutta in teatro nel 1991 con il padre Geppy e con Regina Bianchi.

 

Dal 2000 al 2004 incontra diversi tipi di pedagogie teatrali, lavorando con numerosi maestri internazionali come Lindsay Kemp, Eimuntas Nekrosius, Yoshi Oida, Odin Teatret, il Workcenter di Jerzy Grotowski, Augusto Omolù, Michele Di Stefano/mk.

 

 

Dal 2001 è allievo di Julia Varley dell'Odin Teatret, insieme creano lo spettacolo Il figlio di Gertrude per il quale riceve il Premio Ubu 2006 come Nuovo Attore, ed è candidato agli Oscar Olimpici del Teatro-Premi E.T.I. come migliore attore emergente. Lorenzo ha lavorato, tra gli altri, con Alfredo Arias, Eugenio Barba, Fanny & Alexander, Nikolaj Karpov, Andrej Konchalovskj, Cesare Lievi, Mario Martone, Emiliano Bronzino, Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Luigi Squarzina, Rafael Spregelburd, Julia Varley … In cinema, invece, ha lavorato con Matteo Rovere, Michele Placido, Kim Rossi Stuart, Alessandro Borghi, Marco Tullio Giordana, di nuovo Martone….I suoi spettacoli hanno ricevuto ospitalità in alcuni degli spazi teatrali e dei festival più rappresentativi della scena nazionale. Il suo lavoro è stato presentato fuori dai confini nazionali in Francia, Svizzera, Repubblica Ceca, Danimarca, Polonia, Argentina….Ha diretto workshop e laboratori in diverse Università e centri teatrali come i DAMS di Bologna e Torino, il Teatro di Roma, il Mercadante Teatro Stabile di Napoli, il Teatro Stabile di Calabria, il progetto Punta Corsara a Napoli, la Scuola del Teatro Nazionale di Napoli/Mercadante. Dal 2009 al 2011 è stato ideatore e direttore artistico di Quirino Revolution MAD, festival internazionale che ha aperto lo storico teatro romano alla sperimentazione teatrale e all'indagine dei nuovi linguaggi nelle arti performative. Nelle sue performance ha diretto, tra gli altri, Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Kinkaleri, Ivo Dimchev, Marco Manchisi, Enzo Cosimi, Marilù Prati e Renato Nicolini, Biagio Caravano/mk, Sigourney Weaver, Gianfranco Berardi, Vidal Bini, Stella Zannou, Maya Lipsker, Roy Carroll, Pietro Babina, Carol Allaire, Zapruder Filmmakersgroup,..


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SALVATORE TRINGALI (Noto, 1975), si diploma all’Accademia d’arte drammatica Pietro Scharoff, di Roma.

 

Entra a far parte della compagnia del Metateatro, fondata dal decano del teatro di ricerca Pippo Di Marca.

 

Nel 2004 Viene selezionato dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico per entrare a far parte della compagnia di Vincenzo Pirrotta con cui porta in scena: U Ciclopu, La Sagra del Signore della Nave, Filottete. 

Con la compagnia di Pirrotta, prodotto dal Teatro Di Roma, recita a Francoforte e Oporto. Calca i palcoscenici dei più importanti teatri della scena contemporanea Italiana: il Teatro India di Roma, Il Teatro Nuovo di Napoli, La Cavallerizza di Torino, Il Fabbricone di Prato, Il Teatro Due di Parma, Le Passioni di Modena, Il Teatro Stabile di Catania. Si laurea nel 2011 all’Università La Sapienza Di Roma, con una tesi su Les Paravents di Jean Genet. Rientrato in Sicilia fonda l’associazione culturale Cantina Sperimentale Iblea, in cui nascono progetti teatrali e musicali come Fin Qui Tutto Normale Rappin and Theatre. Nel 2013 a Noto immagina il festival multidisciplinare Codex di cui è tutt’oggi Direttore Artistico. Nel 2017 gli viene assegnata la Direzione Artistica del Teatro Tina Di Lorenzo di Noto. A maggio 2019 ha debuttato a Matera Capitale della Cultura con lo spettacolo Il Purgatorio dei Poeti per la regia di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari del Teatro delle Albe.

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