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Denuncia del CODACONS per il caso del monopattino: MA CATANIA È ORMAI NELLE MANI DI NESSUNO

03-05-2022 06:00

redazione

Cronaca, Focus,

Denuncia del CODACONS per il caso del monopattino: MA CATANIA È ORMAI NELLE MANI DI NESSUNO

Sempre più difficile vivere a Catania: è il momento di reagire

Il caso è esploso l'ultimo giorno di aprile, con alcuni giovanissimi criminali che postano sui social il video di una bravata che solo per fortuna non ha avuto esiti irrimediabili.

 

Il video è agghiacciante nella sua bestialità, intesa proprio come cretineria feroce, cattiva: un gruppo di bulli segue un ragazzino che viaggia solo ed indifeso, su un monopattino nella pista ciclabile del Lungomare di Catania e con uno schiaffone in testa lo fa cadere rovinosamente sull'asfalto.

 

Pare che gli "spertoni" fossero almeno in sei su tre scooter: bravi davvero, in sei contro un ragazzino solo che si stava facendo i fatti suoi.

 

Per fortuna le conseguenze sono molto meno gravi di quello che poteva accadere e la vittima se la cava con qualche contusione ed escoriazione,

 

Resta la gravità e pericolosità del fatto.

 

Adesso si spera che chi deve indagare riesca rapidamente ad identificare gli autori del vile gesto e che possano essere puniti rapidamente a termini di legge, magari oltre che alle sanzioni previste anche a pubblicarle sui loro profili social, gli stessi dove si sono vantati da trogloditi, così da far capire ai cavernicoli come loro, e che avranno come "amici social", che queste cretinate si pagano e salate.

 

Resta il tema delle origini di questa malvagità inutile e che sta diventando moda nel far west di una città in cui sembra non esserci alcun controllo: un tema che interroga le autorità pubbliche che devono dare risposte concrete, soprattutto quelle preposte alla repressione dei crimini violenti che non si capisce dove stiano, ma anche quelle che dovrebbero occuparsi della prevenzione, orientando risorse per offrire a questi giovani disagiati alternative valide al passa tempo della violenza gratuita che spesso poi diventa vera e propria criminalità.

Sappiamo che vengono spesi milioni in progetti di cui poi non si sa più nulla: è ora di parlarne.

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Così come da anni, hanno cominciato almeno nel 2017 le varie amministrazioni comunali etnee che si sono succedute, si parla di un sistema di video sorveglianza per rafforzare la sicurezza in città: si può sapere che fine ha fatto e, se c'è, come viene gestito?

 

Nel comunicato del comune di Catania del 2020 si legge: "I punti di installazione delle centraline di rete wireless, secondo il progetto del Comune sono complessivamente 32 aree di interesse, ognuna delle quali fornita da più telecamere che arrivano a comporre un network di 213 telecamere in grado di coprire in maniera capillare punti strategici del territorio cittadino. Il sistema di videosorveglianza avrà inoltre l’obiettivo di “integrare” le azioni a carattere sociale e di controllo del territorio da parte degli organi di Polizia, i quali, presso le centrali operative, accederanno alla visualizzazione delle immagini di tutte le telecamere, e presso il Server avverrà la registrazione continua delle stesse riprese televisive."

 

Questo, quindi, lo scrivevano nel 2020: Proveremo a capire come sono stati spesi questi finanziamenti, magari suggerendo di installare insieme alle videocamere anche dei cartelli ben visibili che possano funzionare da deterrente per deficienti e delinquenti.

Intanto sulla vicenda del ragazzino aggredito l'associazione nazionale di consumatori CODACONS ha presentato un esposto, offrendo alla vittima l'assistenza gratuita del suo ufficio legale.

 

Il messaggio che vuole lanciare Codacons con questa ennesima iniziativa di denuncia è chiaro e forte: "VANNO  SUBITO FERMATE LE VERE E PROPRIE GANG CHE IMPERVERSANO IN CITTA’".
 

"Sono fatti - si legge nel comunicato dell'associazione - che suscitano un grave allarme sociale, tanto più che gli autori hanno voluto postare sui social network le proprie azioni, come a celebrare la violenza, compiacersi delle azioni criminali perpetrate e quasi a voler intimorire chi provasse in qualche modo ad ostacolarli."
 
Il Codacons - viene chiarito -  chiede l'intervento della Procura di Catania per individuare e perseguire gli autori per associazione a delinquere finalizzata a commettere più reati intimidatori nei confronti di minori e non solo, minacce, atti persecutori, percosse e lesioni personali.
 
"Si chiede di aprire adeguate indagini, - afferma il Codacons -, per accertare se gli autori di quanto avvenuto lungo la pista ciclabile del lungomare di Ognina, in pieno centro urbano di Catania, abbiano reiteratamente messo in atto comportamenti violenti a danno di persone indifese o giovani coetanei presi di mira casualmente mentre camminavano per strada, ricavando una maggiore spinta criminale proprio dall’azione collettiva del branco."
 
Il Codacons, inoltre, chiede maggior presenza sul territorio da parte delle forze dell’ordine e l’aiuto concreto da parte dei cittadini, con segnalazioni e testimonianze.

 

Proveremo a seguire anche questa vicenda, ennesimo campanello d'allarme di una città sempre più difficile da recuperare alla decenza.

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