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Denunce di SAC, Torrisi e Gambuzza contro Sudpress: PROSCIOLTI, È TUTTO VERO QUELLO CHE ABBIAMO SCRITTO!!!

16-06-2022 07:00

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, SAC&CamCom, Focus,

Denunce di SAC, Torrisi e Gambuzza contro Sudpress: PROSCIOLTI, È TUTTO VERO QUELLO CHE ABBIAMO SCRITTO!!!

Se Sudpress, come ha decretato il Giudice, ha scritto il vero, che ci fa certa gente ancora ancora in quei posti pubblici?

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Se Sudpress,

come ha sentenziato il Giudice, 

ha scritto il vero,

che ci fa certa gente ancora in quei posti pubblici?

 

Prima o poi, probabilmente più prima che poi, si chiariranno molte cose di quanto è accaduto e sta ancora accadendo a Catania.

 

Intanto qualcosa si muove, ed è pesante: pesantissimo.

 

Già a gennaio, difesi dall'avv. Emanuela Fragalà, siamo stati prosciolti da una querela che in realtà è una stranissima storia, una delle tante: avevamo raccontato di uno dei massimi dirigenti della SAC, Antonio Palumbo, che era stato intercettato dalla Guardia di Finanza mentre dichiarava alla madre di temere di essere addirittura arrestato a causa di quello che gli faceva combinare, testuale, "quel testa di minchia di Nico".

Ora la cosa strana  è che a processo ci finimmo noi e a quanto pare non si è ancora chiarito perchè l'ing. Palumbo, che è ancora tranquillamente al suo posto, temesse di essere arrestato, mentre per sapere chi potesse essere la nostra fonte sono stati addirittura estratti ed analizzati i nostri tabulati telefonici, neanche si trattase di terrorismo internazionale: cose strane, stranissime!

 

Stavolta, per circostanze che chiariremo in seguito in quanto collegate ad altro procedimento in corso (inquietante, molto inquietante), a rappresentare le nostre ragioni non è stata l'avvocato Emanuela Fragalà, difensore "storico" in sede penale della nostra testata e che tante soddisfazioni ci ha consentito con la sua professionalità, così come hanno fatto in sede civile gli avvocati Renata Saitta, Francesco Zocco e Franz Sgroi, proprio quest'ultimo, dopo aver vinto ed ottenuto risarcimento contro l'ex rettore Pignataro, sta adesso curando la difesa contro i signori in foto che ci hanno citati anche in sede civile chiedendoci qualche centinaia di migliaia di euro per aver, come adesso già sentenziato dal giudice penale, scritto solo la verità: e vedremo anche lì come andrà a finire.

 

Però approfittiamo dell'occasione per ringraziare questi straordinari professionisti, capaci di curare ogni procedimento con una cura e meticolosità forse degni di maggior causa, ma probabilmente consapevoli che con noi difendono quella libertà di stampa che qualsiasi cialtrone si impossessi di poteri pubblici pretende di poter soffocare o comprare: NON È COSÍ!

 

In premessa i nostri ringraziamenti vanno adesso all'avvocato Dario Riccioli che ci ha difeso brillantemente e vittoriosamente in quest'ultimo procedimento intentato dai signori in foto, Torrisi e Gambuzza che, utilizzando poteri e risorse della società pubblica SAC ed avvalendosi del loro "consulente per i rapporti con la Procura" avv. Luca Blasi, si sono impegnati oltre modo finendo per trasformare in boomerang per loro le accuse che rivolgevano a noi.

 

Qua si potrebbe aprire un altro capitolo, tutto catanese anche questo, quello ad esempio di "professionisti" che prima di entrare in certi cerchi magici o "Family" varie magari dichiaravano, diciamo a caso ma non troppo, appena 10 mila euro di redditi e di colpo diventano super consulenti o principi del foro da centinaia di migliaia di euro. Con soldi pubblici, ovviamente. Ma questo ce lo riserviamo ad altra puntata: la saga è lunga, lunghissima. Almeno finché qualcuno che sappia fare il proprio dovere non la fa finire.

 

Ma torniamo a tutte queste querele con una domandina semplice, semplice: se infatti i signori in foto valutavano talmente gravi le nostre affermazioni nei confronti della loro gestione da denunciarci per diffamazione, come la mettiamo ora con il fatto che il giudice le ha giudicate "vere, continenti e di pubblica rilevanza"?

 

Anzi, come la mettono i soci di SAC ed i responsabili del controllo analogo, oltre che la stessa Procura, la Corte dei Conti e l'ANAC?

 

Certo, per quanto riguarda i soci, non ci rivolgiamo a chi ha commesso l'incredibile colpo di mano  per garantirsi la "continuità", con modalità che abbiamo abbondantemente raccontato, ma a tutti quanti avrebbero dovuto intervenire già da anni ed inspiegabilmente ancora fanno finta di non capire quello che succede all'interno di un ente pubblico in cui si danno milioni di consulenze e incarichi e centinaia di milioni di affidamenti diretti, oltre ad essere tra i peggiori d'Italia in termini di performance di risultati come da noi dimostrato.

 

Ora, Potremmo dilungarci, rivendicare, persino divagare forti del certificato di attendibilità ottenuto dal Tribunale, e ne avremmo titolo per gli oltraggi ricevuti, le intimidazioni, persino le maldicenze propalate alle spalle contro le quali parla la nostra storia ed il nostro presente che testimoniano, decine di prove alla mano, che non siamo mai stati comprabili come hanno tentato di fare più e più volte, ed è questa la loro rabbia, e neanche intimidibili con vendette dirette o trasversali, come dimostrato in altre vicende: SE NE FACCIANO UNA RAGIONE!

 

Invece, preferiamo limitarci ai fatti, precisamente al decreto di archiviazione emesso dal Giudice Maria Ivana Cardillo a seguito della richiesta di archiviazione proposta dal Sostituto Procuratore della Repubblica Santo Distefano, al quale si era pervicacemente quanto inutilmente opposto l'avvocato "consulente per i rapporti con la Procura" Luca Blasi di cui sopra, che, detto per inciso, oltre alla diffamazione aveva anche provato a farci contestare un fantasmagorico quanto ridicolo reato di "aggiotaggio" sul quale però torneremo in altra sede perché, per quanto ridicola l'impostazione e brutalmente annientata dal nostro difensore avv. Riccioli, in realtà potrebbe rivelare qualche sorpresuccia.  

 

Come detto, a denunciarci è stato l'avv. Luca Blasi di cui sopra, in nome e per conto di SAC, firmatari i soggetti in foto Torrisi Nico e Gambuzza Sandro, due noti top manager (il primo c'ha messo 12 anni a prendersi una laurea quadriennale in economia a Catania ed il secondo agricoltore ragusano che con il trasporto aereo c'azzecca come le lattughe con i diamanti), che, è scritto nella denuncia, avrebbero ricevuto il mandato a compiere questa genialata dal Consiglio di amministrazione della SAC in data 12 febbraio 2020 e addirittura dall'assemblea dei soci del 27 febbraio 2020: chiederemo subito copia di questi verbali perché il sospetto che ci possa essere un dannuccio erariale, per i soldi pubblici che hanno sprecato anche in questo caso e per i danni che gli chiederemo, potrebbe anche ravvisarsi da parte di chi ci sta ancora perdendo tempo. Troppo tempo.

 

Il Giudice Cardillo rileva che i fatti oggetti del procedimento "traggono origine dalle numerose denunzie-querele
presentate da Gambuzza Sandro e Torrisi Domenico, rispettivamente amministratore delegato e presidente del C.D.A. della S.A.C. s.p.a.

 

Proprio numerose, alle quali si aggiungono quelle civili: qualcuno ne risponderà.

 

In questo procedimento ci vengono contestati in particolare una serie di articoli, che riportiamo in calce con maggior soddisfazione ora che ne è stata sancita, per chi mai ne avesse avuto dubbi, la loro assoluta attendibilità.

 

Si tratta degli articoli:

 

 

Tanti articoli: TUTTI VERI, CONTINENTI E DI PUBBLICA RILEVANZA!

E sono solo quelli denunciati, figuriamoci tutti gli altri...

 

Non c'è stata nessuna diffamazione e neanche denigrazione, semplicemente perché è tutto vero: E ORA?

 

Gli articoli sono tutti del 2020 e, detto per inciso, nel frattempo le somme manco a dirlo, sono lievitate di parecchio: l'avvocato Merlino di Acireale è arrivato a 836 mila euro e di quanto è arrivato a sommare il "consulente per i rapporti con la Procura" Luca Blasi ci occuperemo prossimamente, quando racconteremo di una mail privata e personale trafugata e finita inspiegabilmente tra gli atti depositati dallo stesso Blasi a "sostegno" della patetica e fantasmagorica quanto calunniosa accusa di aggiottaggio che ha tentato di formularci, tra l'altro chiamando a testimoni personalità che dovrebbero evidentemente imparare a stare attente ai figuri cui fanno confidenze vere o millantate e con cui si intrattengono chissà perché.

 

Bene, alla fine della sua disamina, accogliendo la ricostruzione del PM Distefano e convenendo su quanto prospettato dal nostro difensore avvocato Dario Riccioli, il Giudice Cardillo, dopo aver premesso che, "concordando con quanto ritenuto dal P.M. nella richiesta di archiviazione, ritiene che gli articoli redatti dall'odierno indagato (in cui lo stesso denuncia sospetti di illeciti argomentandoli sulla base di elementi obiettivi) rispettino i requisiti previsti per il legittimo esercizio del diritto di cronaca di cui all'articolo 21 della Costituzione"ha alla fine decretato che "gli articoli redatti dall'odierno indagato (in cui lo stesso denuncia sospetti di illeciti argomentandoli sulla base di elementi obiettivi) rispettino i requisiti previsti per il legittimo esercizio del diritto di cronaca di cui all'articolo 21 della Costituzione, considerato che i fatti sono certamente di rilevanza pubblica trattandosi di una società di rilievo pubblico quale la S.A.C. s.p.a  la cui verità, alla luce della giurisprudenza sopra richiamata, deve essere valutata attraverso i criteri meno stringenti propri del giornalismo di inchiesta, sono stati esposti nel rispetto del requisito della continenza, stante il mancato utilizzo di espressioni verbali volgari e denigratorie.
Pertanto, nel caso di specie, appurato, in via preliminare, che gli articoli incriminati rientrano nel giornalismo di inchiesta e che sono stati rispettati i requisiti della verità della notizia, della continenza e della pertinenza, questo Giudice ritiene che non sussistano elementi sufficienti ed idonei a sostenere l'accusa in giudizio."

 

RIPETIAMO QUELLO CHE DECRETA IL GIUDICE: "GLI ARTICOLI INCRIMINATI RIENTRANO NEL GIORNALISMO D'INCHIESTA E SONO STATI RISPETTATI I REQUISITI DELLA VERITÁ DELLA NOTIZIA, DELLA CONTINENZA E DELLA PERTINENZA."!!!

 

RIPETIAMO ANCORA CHE CI PIACE: "GLI ARTICOLI INCRIMINATI RIENTRANO NEL GIORNALISMO D'INCHIESTA E SONO STATI RISPETTATI I REQUISITI DELLA VERITÁ DELLA NOTIZIA, DELLA CONTINENZA E DELLA PERTINENZA."!!!

 

E allora ripetiamo anche la domanda iniziale:

Se Sudpress,

come ha sentenziato il Giudice, 

ha scritto il vero,

che ci fa certa gente ancora in quei posti pubblici?



Leggi anche gli articoli "incriminati" che sono VERI:

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"SAC Aeroporto di Catania, negato accesso agli atti: Ma non era tutto trasparente?"

 

Nella denuncia hanno sostenuto che "gli atti erano stati secretati per tutelare il processo di privatizzazione in virtù del principio di libera concorrenza." 

 

E noi ridiamo!







E mentre che ci siete, leggetene anche qualcuno degli altri...












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