
Dal numero di febbraio del cartaceo SUD, per chi non fosse riuscito a recuperarlo:
Una riunione lampo, un verbale pieno di omissis e una decisione che pesa sui conti pubblici: conferma e maxi-ritocco per l’AD.
La notizia è semplice. Ed è di quelle che scottano.
L’assemblea dei soci di SAC S.p.A., riunita il 21 novembre 2025, ha rinnovato per il triennio 2025-2027 la carica di amministratore delegato a Domenico “Nico” Torrisi. Per il decimo anno consecutivo.
Non solo.
Gli ha anche aumentato il compenso annuo da 115.000 euro a 160.000 euro. Un incremento di
45.000 euro. Pari al 39,13% in più. In un colpo solo.
Nel verbale i soci, tutti rappresentanti di enti pubblici, non hanno ritenuto di motivare sulla base di quali risultati hanno confermato per il decimo anno conseutivo, record praticamente unico, l'amministratore delegato Nico Torrisi, al quale hanno anche aumentato clamorosamente il compenso: per quale motivo? Per trattenerlo non potendone fare a meno?
Verbale omissato e decisioni pesanti come macigni
Il verbale dell’assemblea – che abbiamo potuto consultare nello stralcio del 21 novembre 2025 finalmente pubblicato tra le pieghe dei curriculum dei neo-vecchi consiglieri– riporta la nomina del nuovo CdA e dell’amministratore delegato. Ma sui compensi compare un eloquente “OMISSIS”.
Un’omissione che non riguarda dettagli marginali. Bensì le cifre. Quelle che i cittadini, veri proprietari di questa società a controllo pubblico, avrebbero diritto di conoscere senza veli.
Ma, come si diceva, anche le motivazioni di questo regno infinito e incontrollato.
L'importo dell'aumento lo abbiamo potutto appurare perché hanno dovuto pubblicarlo tra le pieghe del sito amministrazione trasparente della SAC che, detto per inciso, ad ogni modifica che fanno è sempre più complicato da consultare, neanche lo facessero apposta.


Chi ha votato e chi no
Dal verbale emerge che la nomina è stata approvata con il voto favorevole di tutti i presenti.
Con una sola astensione: il Libero Consorzio di Siracusa rappresentato dal presidente Michelangelo Giansiracusa.
Hanno votato a favore:
La Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, rappresentata dal commissario straordinario
Antonino Belcuore;
La Città Metropolitana di Catania, con il sindaco Enrico Trantino;
Il Comune di Catania, sempre con Trantino;
Il Comune di Comiso con la sindaca Maria Rita Schembari;
L’IRSAP con il commissario straordinario Marcello Gualdani.
Significativo, quindi, il ruolo dei commissari direttamente nominati e controllati dal presidente della regione Renato Schifani, cui gli altri si sono accodati ad eccezione del presidente della ex provincia di Siracusa.
Unanime consenso politico. Silenzio istituzionale. E un solo astenuto.
Belcuore, il controllore che costa 340 euro al giorno
Qui la vicenda si fa ancora più interessante.
Il socio di maggioranza della SAC è la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia. Rappresentata dal commissario straordinario Antonino Belcuore.
Ex presidente del Carnevale di Acireale. Commissario da oltre tre anni. Nonostante un mandato che doveva essere eseguito in novanta giorni.
Tre anni.
Con un costo per le casse pubbliche di circa 340 euro al giorno.
È lui che esercita, almeno per legge dovrebbe, il cosiddetto “controllo analogo”. È lui che guida il socio di maggioranza. È lui che ha votato sì alla riconferma e all’aumento.
39% contro il 4% dei lavoratori
Il punto politico è tutto qui.
Mentre i contratti dei lavoratori del trasporto aereo e delle società partecipate registrano aumenti medi intorno al 3-4% annuo, spalmati in più tranche e spesso erosi dall’inflazione, l’amministratore delegato ottiene un balzo secco del 39%.
Dieci volte tanto.
Una forbice che racconta molto più di qualsiasi comunicato stampa.
E c'è da capire quali sono le reali motivazioni di questa ennesima riconferma di Torrisi, ininterrottamente dal 2016, dieci anni al comando di un aeroporto che in termini di adeguatezza rispetto al numero di passeggeri è tra i peggiori al mondo, che si incendia per una ciabatta difettosa e che non rispetta nessuno degli impegni prescritti dal contratto concessorio e dal
Invito “anomalo” e deleghe totali
C’è poi un passaggio che lascia ancora più perplessi.
L’assemblea, oltre a nominare il CdA, “invita” il Consiglio di Amministrazione a confermare le deleghe già esistenti al nominato amministratore delegato.
Un invito. Alquanto irrituale.
Quali deleghe? Con quale perimetro? Con quali limiti?
Dal quadro operativo noto, all’AD risultano già attribuite tutte le funzioni gestionali e operative. Se così è, una domanda sorge spontanea.
Perché mantenere un CdA e non nominare direttamente un amministratore unico?
I consulenti sempre gli stessi
Altra curiosità. All’assemblea risultano presenti quattro consulenti esterni della SAC.
Tutti nominati con affidamento diretto. Tutti incaricati sin dall'inizio dei dieci anni di gestione Torrisi.
Un sistema consolidato. Un perimetro decisionale ristretto. Una continuità che definire solida è poco.
Una seduta da 20 minuti per decidere tutto
Il verbale certifica l’inizio alle ore 11:50. La chiusura alle ore 12:10.
Venti minuti.
Per nominare CdA. Per nominare AD. Per decidere compensi. Per confermare deleghe. Per
nominare il Collegio sindacale.
Tutto in venti minuti.
Efficienza? O decisioni già prese altrove?
La questione politica vera
SAC gestisce l’aeroporto di Catania, infrastruttura strategica per la Sicilia orientale. E gestisce anche, si fa per dire, lo scalo di Comiso di cui è meglio non parlare. È una società a controllo pubblico. Muove milioni di passeggeri. E centinaia di milioni di euro di fatturato.
Qui non si discute la legittimità formale della nomina, al netto della rappresentanza del socio di maggioranza assoluta che è in realtà una vera e propria occupazione in danno dell'intera rappresentanza delle organizzazioni imprenditoriali di Catania, Ragusa e Siracusa.
Quello di cui si discute è l’opportunità politica. La trasparenza. La proporzione.
- Un aumento del 39% per chi è già in carica da dieci anni consecutivi.
- Un verbale con omissis sulle cifre.
- Un commissario che doveva restare novanta giorni e che siede lì da oltre mille.
- Un CdA invitato a confermare deleghe di cui non si conoscono i dettagli.
È questa la governance che merita uno scalo internazionale?
Le scelte politiche vanno chiarite. Senza omissis.
- Chi ha proposto l’aumento?
- Con quale motivazione economica?
- Con quali indicatori di performance?
- Con quali risultati rispetto a master plan e obblighi concessori?
- Con quale attinenza rispetto alla customer satisfaction?
Quando si parla di soldi pubblici, il silenzio non è mai neutro, ancor di più se si tratta di infrastrutture strategiche che, per di più, si stanno apprestando a svendere senza che si capisca perché e come.

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Nella denuncia hanno sostenuto che "gli atti erano stati secretati per tutelare il processo di privatizzazione in virtù del principio di libera concorrenza."
E noi ridiamo!































































































































































