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Da bene confiscato alla mafia a laboratorio di futuro: nasce “Moda Operandi”, la sartoria sociale che rest

11-07-2026 06:00

Elisa Petrillo

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Da bene confiscato alla mafia a laboratorio di futuro: nasce “Moda Operandi”, la sartoria sociale che restituisce libertà alle donne

Non è soltanto una sartoria. È un luogo in cui si ricuce prima di tutto la fiducia in sé stesse

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Un immobile sottratto alla criminalità organizzata diventa un presidio di inclusione, formazione e autonomia. 

 

In via Pietra dell'Ova 137, all'interno di un immobile confiscato alla mafia e completamente riqualificato, è stato inaugurato "Moda Operandi", una sartoria sociale che rappresenta molto più di un laboratorio di cucito: è un percorso di rinascita dedicato alle donne che hanno conosciuto violenza, sfruttamento, tratta, povertà ed esclusione sociale.

 

Il progetto, finanziato con i fondi europei Pon Metro Plus 2021-2027 nell'ambito del Progetto SCIA promosso dal Comune di Catania, nasce con un obiettivo preciso: trasformare la fragilità in opportunità e l'assistenza in autonomia. Perché il vero riscatto passa dalla possibilità di costruire un futuro attraverso il lavoro.

 

Nei prossimi tre anni saranno coinvolte trenta donne, dieci ogni anno, accompagnate lungo un percorso che intreccia formazione professionale, crescita personale e sviluppo imprenditoriale. Il programma prevede un corso di 120 ore di taglio e cucito, laboratori dedicati alla modellistica, al riuso creativo dei tessuti e alla sartoria sostenibile, fino all'accompagnamento alla creazione di nuove attività economiche, con l'obiettivo di favorire la nascita di dieci nuove imprese femminili. A rendere il progetto realmente inclusivo anche uno spazio dedicato ai bambini, affinché la maternità non rappresenti un ostacolo all'inserimento lavorativo.

 

Non è soltanto una sartoria. È un luogo in cui si ricuce prima di tutto la fiducia in sé stesse.

 

L'assessora ai Servizi sociali Serena Spoto ha sottolineato come questo spazio sia stato pensato prima di tutto come un ambiente protetto, capace di restituire dignità e sicurezza a donne che hanno vissuto esperienze di violenza e marginalità. L'indipendenza economica, ha evidenziato, rappresenta il presupposto indispensabile per conquistare una reale libertà e spezzare definitivamente i legami con ogni forma di abuso.

 

Determinante il ruolo dell'Associazione Penelope, ente attuatore del progetto, che da anni opera nel contrasto alla tratta e alla violenza di genere. Il presidente Giuseppe Bucalo ha spiegato come il modello scelto superi la logica assistenziale per costruire un vero percorso di partecipazione, nel quale le donne diventano protagoniste del proprio cambiamento attraverso il lavoro condiviso, l'auto-mutuo-aiuto e la responsabilizzazione reciproca.

Attorno a "Moda Operandi" si è costruita una rete ampia e qualificata che coinvolge le sartorie sociali Midulla e Fieri, numerose realtà del Terzo Settore impegnate nella tutela delle donne e CNA Catania, che metterà a disposizione il proprio Sportello "Crea Impresa" per accompagnare le partecipanti nella trasformazione delle competenze acquisite in attività imprenditoriali concrete.

 

La vicepresidente di CNA Catania Luana Meli ha ribadito come solo una collaborazione stabile tra istituzioni, associazionismo e sistema produttivo possa offrire risposte efficaci alle condizioni di marginalità, trasformando talento e capacità in opportunità di lavoro e indipendenza economica.

 

L'iniziativa rappresenta anche un importante esempio di rigenerazione urbana e sociale. Restituire alla collettività un bene confiscato alla mafia significa infatti sottrarre definitivamente spazio alla cultura dell'illegalità e restituirlo alla comunità sotto forma di servizi, diritti e opportunità. Un cambiamento che assume un valore simbolico ancora più forte quando a beneficiarne sono donne che hanno conosciuto la violenza e l'esclusione.

 

Un ringraziamento è stato rivolto alla Direzione Lavori Pubblici del Comune di Catania, che ha curato la progettazione e la riqualificazione dell'immobile, e alla Direzione Servizi Sociali, che ha seguito l'affidamento e l'organizzazione del servizio.

 

All'inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Catania, Enrico Trantino, il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi, la viceprefetto Federica Nicolosi, la presidente del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati Denise Caruso, l'ex magistrata Marisa Scavo, il consigliere delegato della Città Metropolitana Alessandro Campisi, le presidenti delle commissioni consiliari Erika Bonaccorsi e Simona Latino, oltre ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell'associazionismo.

 

"Moda Operandi" lascia così un messaggio che va ben oltre l'inaugurazione di un nuovo servizio: la legalità produce valore quando diventa occasione di inclusione, il lavoro diventa emancipazione e un luogo segnato dalla criminalità si trasforma in uno spazio dove tornano a vivere dignità, autonomia e futuro.

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