La mobilitazione rompe il silenzio politico: sindacati e consiglieri chiedono investimenti, tutele per l’indotto e responsabilità manageriali.
La crisi dello stabilimento Pfizer di Catania non può più essere trattata come una faccenda interna alla multinazionale, magari da liquidare con qualche tabella, una procedura di riduzione del personale e le solite rassicurazioni di circostanza.
In gioco ci sono 330 posti di lavoro, centinaia di famiglie, i lavoratori somministrati e il futuro di uno dei più importanti poli industriali e farmaceutici della Sicilia.
La vertenza approda adesso in Consiglio comunale, mentre la mobilitazione sindacale cresce e il confronto nazionale convocato per il 22 luglio 2026 al Mimit diventa il primo vero banco di prova per istituzioni e azienda.












