
C'è la Meloni che si sta ammalando appresso a franchi tiratori, tradimenti, fallimenti, opposizione interna e indagati.
Le si organizzi una task force, magari mandandole Schifani ad aiutarla.
Perché il Presidente della Regione Siciliana è campione mondiale di resistenza all'irresistibile, da quattro anni e mezzo prende schiaffoni dai suoi (ancor più che dall'opposizione); non può portarsi dietro il suo stesso presidente dell'Assemblea, Gaetano Galvagno, al Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” perché elemento troppo controverso; adesso, con i domiciliari di Riccardo Gallo Afflitto, deve aggiungere un'altra biglia al pallottoliere degli indagati, eppure sta lì più fresco di una rosa.
L'ultimo dramma arriva infatti dall'inchiesta "Corte dei miracoli" della Procura di Caltanissetta, che ha fatto scattare i domiciliari per il deputato regionale di Fi, Riccardo Gallo Afflitto.
L'accusa parla di un presunto sistema di favori, nomine e appalti cucito attorno al Cefpas (il Centro di formazione del personale sanitario) e all'Asp di Agrigento.
Sotto la lente dei magistrati ci sono presunte pressioni per accelerare l'assunzione e il trasferimento della moglie del parlamentare e l'affidamento di incarichi a professionisti vicini a Gallo, che durante l'interrogatorio preventivo si è comunque avvalso della facoltà di non rispondere.
Martedì prossimo Schifani è attesissimo a Sala d'Ercole per relazionare sullo stato del programma, e l'opposizione promette bombe.
Il segretario del Pd Anthony Barbagallo chiede le dimissioni del governatore, mentre il Movimento 5 Stelle attacca il silenzio del governatore sulla questione morale, ricordando la sfilza di indagati e rinviati a giudizio nella maggioranza - tra tutti il nome più caldo, Elvira Amata (FdI), di cui i grillini chiedono lo scalpo da ormai un anno.
Poche certezze su quel che succederà martedì, ma possiamo puntare sul fatto che Schifani difficilmente si presenterà e che le bombe promesse dall'opposizione saranno miniciccioli.










