Un pignoramento diretto sul conto corrente da oltre 500 euro per una tassa già pagata.
È la brutta sorpresa che ha colpito il signor Giovanni Pizzino, cittadino esemplare finito nel tritacarne della burocrazia comunale per un presunto mancato pagamento della TARI.
Una vicenda che ha del grottesco non solo perché la contestazione si riferisce a una tassa di ben dieci anni fa, ma perché a termini di legge quella cartella non avrebbe proprio dovuto esistere: i tributi locali come la TARI, infatti, cadono in prescrizione dopo cinque anni.
Anche se il debito fosse stato reale, l'azione del Comune sarebbe arrivata ampiamente fuori tempo massimo.
Il signor Pizzino è un contribuente impeccabile che ogni anno salda la tassa sui rifiuti in un'unica soluzione attraverso bonifico bancario tracciabile.
Eppure, le maglie della lotta all'evasione lo hanno intrappolato ingiustamente.
La logica vorrebbe che, davanti alle ricevute chiare del bonifico, l'errore venisse corretto in pochi minuti. Invece per l'uomo è iniziato un vero e proprio calvario.
Presentatosi agli uffici competenti di Palazzo dei Chierici con le prove del pagamento alla mano, si è scontrato con un muro di gomma, dove del rimborso non c'è ombra e gli organi preposti si sono trincerati dietro un silenzio totale.
A rendere la situazione ancora più inaccettabile sono le modalità con cui l'ente ha gestito la comunicazione, ignorando totalmente le necessità del cittadino.
Il signor Pizzino, che è non vedente, si è dotato da tempo di una casella PEC proprio per poter gestire le comunicazioni ufficiali in modo accessibile e autonomo attraverso i suoi dispositivi digitali.
L'amministrazione ha però ignorato lo strumento telematico e lo ha costretto a presentarsi fisicamente di persona negli uffici, azzerando i vantaggi della tecnologia e creando un inutile disagio a una persona con disabilità visiva.
Oltre il danno si è così consumata la beffa.
Senza risposte e con il conto alleggerito ingiustamente, il contribuente è stato costretto a fare l'unica cosa rimasta per tutelarsi, ovvero rivolgersi a un avvocato per far valere le proprie ragioni.
Si tratta di un ulteriore, ingiusto esborso economico che si sarebbe potuto tranquillamente evitare se solo qualcuno, nell'epoca del digitale, avesse fatto le opportune verifiche sui terminali.
Questo episodio dimostra come, in nome della politica dei conti in regola a tutti i costi, si tenda a gettare la rete a casaccio, facendo rimanere impigliati e penalizzando proprio i cittadini più virtuosi.













