
Evacuazioni, blackout e 344 richieste d’intervento in ventiquattr’ore: caldo e scirocco travolgono città, campagne, boschi e infrastrutture.
La Sicilia continua a bruciare, ma questa volta il bilancio dell’ennesima giornata d’inferno non si misura soltanto in ettari devastati, abitazioni evacuate e strade interrotte.
Si misura con la vita di Alessandro Marchì, caporeparto dei Vigili del Fuoco, morto a 59 anni mentre partecipava alle operazioni di spegnimento di un vasto incendio a San Cataldo, nel Nisseno.
Un uomo è morto mentre cercava di proteggere case, famiglie e territorio.
E dietro le inevitabili parole di cordoglio esplode la denuncia del sindacato: organici insufficienti, turni massacranti, mezzi da rinnovare e soccorritori costretti a combattere le fiamme con temperature superiori ai 40 gradi.
Una situazione definita senza mezzi termini «disumana».











