
La questione è arrivata formalmente a Palazzo dei Normanni il 24 luglio 2026 e riguarda uno degli incarichi più delicati nella gestione dell’Arnas Garibaldi di Catania.
Al centro dell’atto ispettivo presentato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca, c’è la nomina di Carmelo Antonio Fabio Ferrara a direttore amministrativo dell’azienda sanitaria catanese.
Il dubbio sollevato riguarda il possesso del requisito dei cinque anni di qualificata esperienza nella direzione tecnica o amministrativa di enti o strutture sanitarie di media o grande dimensione, previsto dalla normativa nazionale.
L’interrogazione indirizzata a Schifani e Caruso
Antonio De Luca ha chiesto al presidente della Regione, Renato Schifani, e all’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, di verificare i requisiti che hanno consentito a Ferrara di essere inserito nell’elenco degli idonei e successivamente nominato direttore amministrativo dell’Arnas Garibaldi.
Il parlamentare ha inoltre sollecitato il presidente della Commissione Salute dell’Ars, Giuseppe Laccoto, affinché convochi immediatamente un’audizione sulla vicenda.
La richiesta non riguarda una valutazione politica o professionale sulle capacità di Ferrara, ma un punto molto più semplice e, proprio per questo, decisivo: il requisito previsto dalla legge esiste ed è stato correttamente documentato?
Il nodo dei cinque anni di esperienza
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, dal curriculum pubblicato dall’azienda emergerebbe una possibile incongruenza temporale.
«Stando a quanto riportato nel curriculum pubblicato dall’azienda, sembra che il dottor Ferrara abbia assunto la diretta responsabilità dell’U.O.S. Affari legali e contenzioso solo a decorrere dal 1° settembre 2021», afferma De Luca.
Alla data del 30 settembre 2023, termine previsto per la presentazione delle candidature, l’esperienza maturata in quella funzione sarebbe stata quindi di appena due anni e un mese, ben lontana dal quinquennio prescritto dalla normativa.
Si tratta, naturalmente, della ricostruzione formulata dal deputato sulla base del curriculum disponibile.
Proprio per questo la Regione dovrà chiarire se siano state considerate altre esperienze professionali, quali incarichi siano stati ritenuti equivalenti e attraverso quali atti sia stato certificato il raggiungimento dei cinque anni richiesti.
De Luca: “Nessuna sentenza, ma serve trasparenza”
Il capogruppo del M5S precisa di non voler formulare giudizi anticipati sulla legittimità della nomina o sulle qualità professionali del direttore amministrativo.
«Non stiamo emettendo alcuna sentenza né alcun giudizio sulle capacità o sulla buona fede del dottor Ferrara», sottolinea De Luca.
«Ma l’incarico conferitogli dal direttore generale impone la massima trasparenza e chiediamo dunque che vengano effettuate tutte le verifiche necessarie sul possesso dei requisiti».
La cautela è doverosa, ma non può diventare il solito alibi istituzionale per rinviare una risposta che dovrebbe essere contenuta negli atti.
O il requisito è stato maturato e documentato, e allora sarà sufficiente indicare con precisione incarichi, strutture e periodi valutati.
Oppure quei cinque anni non risultano dimostrabili, e in questo caso il problema non sarebbe più politico, ma riguarderebbe direttamente la legittimità della procedura.
E sarebbe davvero gravissimo perché confermerebbe che ci si trova in una realtà in cui nessuno degli organi di controllo fa il proprio dovere.
Del resto si è ancora in attesa di conoscere gli esiti della relazione ispettiva disposta più di due anni fa dal presidente Schifani sui Pronto Soccorso che pare sia un vero e proprio atto d'accusa nei confronti dello stesso governo regionale e quindi finita in chissà quale cassetto, ed un altra che si mormora ancora più inquietante sulla gestione della SEUS ma anch'essa tenuta nascosta: ci torneremo su entrambe le vicende tra qualche giorno.
I possibili effetti sulla nomina e sugli atti adottati
Tornando alla questione odierna, secondo De Luca, l’eventuale accertamento della mancanza dei requisiti potrebbe compromettere la stessa nomina del direttore amministrativo.
«L’accertamento del mancato possesso dei requisiti di legge potrebbe inficiare la nomina stessa del direttore amministrativo e, a cascata, la validità dei provvedimenti adottati in tale qualità», afferma il parlamentare.
Non si tratterebbe, quindi, di una semplice irregolarità formale da archiviare con una nota burocratica.
Una contestazione sulla legittimità dell’incarico potrebbe aprire interrogativi e contenziosi anche sugli atti sottoscritti o adottati durante il mandato, con conseguenze che dovranno essere eventualmente valutate nelle sedi competenti.
Adesso il governo regionale deve mostrare gli atti
La richiesta avanzata dal Movimento 5 Stelle può ricevere soltanto una risposta documentale.
La Regione dovrà spiegare quali esperienze siano state valutate, da quale organismo, per quale durata e sulla base di quali disposizioni.
Non servono rassicurazioni generiche né attestati politici di fiducia.
Servono gli atti che dimostrino il rispetto della legge.
Nella sanità siciliana, la verifica preventiva dei requisiti dovrebbe rappresentare la regola e non la faticosa eccezione provocata da un’interrogazione parlamentare.










