Il diritto allo studio passa anche dalla possibilità di trovare un alloggio sicuro, dignitoso e accessibile. È da questa consapevolezza che nasce il nuovo impegno dell’ERSU di Catania, che ha raddoppiato il numero dei posti letto destinati agli studenti universitari, passando dagli attuali 400 a circa 800.
Una risposta concreta ad una delle emergenze che maggiormente condizionano la vita degli studenti fuori sede, costretti spesso a confrontarsi con affitti elevati e una disponibilità abitativa insufficiente. La questione ha trovato una possibilità concreta di risoluzione, in prossimità dell’approvazione del bando per le borse di studio, quando l’Ente ha dovuto fare i conti con la temporanea indisponibilità di due residenze universitarie attualmente in fase di ristrutturazione.
Per affrontare il problema, l’ERSU ha deciso di cogliere le opportunità offerte dal programma ministeriale dedicato all’housing universitario, che consente agli imprenditori privati di trasformare immobili idonei in residenze per studenti, destinando una parte dei posti realizzati al diritto allo studio.
Grazie al lavoro del presidente Salvo Santamaria insieme a quello degli uffici, del direttore Salvo Cantarella e del Consiglio di amministrazione con il vice presidente Salvo Cannizzaro ed i rappresentanti degli studenti Carla Barcellona, Martina Cannilla e Gianmarco Sottosanti, è già stata approvata all’unanimità la relativa delibera, saranno sottoscritte nuove convenzioni con strutture localizzate in aree strategiche rispetto alle sedi dell’Università di Catania.
Presidente Santamaria, da quale esigenza nasce questo nuovo piano per gli alloggi universitari?
«In prossimità dell’approvazione del bando per le borse di studio ci siamo accorti che l’offerta dei posti letto sarebbe stata inferiore rispetto alle necessità. Due delle nostre residenze sono, infatti, interessate da interventi di ristrutturazione e non avrebbero potuto garantire nell’immediato la consueta disponibilità. Da qui è nato l’impegno a individuare soluzioni nuove e concrete».
Quale opportunità avete scelto di utilizzare? «Abbiamo lavorato sulle possibilità offerte dal decreto ministeriale relativo all’housing universitario, che permette agli imprenditori di trasformare immobili privati in residenze destinate agli studenti. Le strutture coinvolte devono riservare almeno il 30 per cento dei posti realizzati alle finalità previste dal programma».
Qual è stato il ruolo dell’ERSU? «L’Ente ha portato avanti un importante lavoro amministrativo e progettuale. Desidero ringraziare gli uffici, il direttore e l’intero Consiglio di amministrazione, che ha condiviso questa volontà e approvato la delibera all’unanimità. È il risultato di un impegno collettivo, nato dalla necessità di offrire risposte rapide ed efficaci agli studenti».
In quali zone saranno individuate le nuove strutture? «Abbiamo scelto di concentrare l’attenzione su un’area capace di abbracciare le diverse sedi del nostro Ateneo. Le convenzioni saranno stipulate con strutture facilmente collegate ai poli universitari, così da agevolare gli spostamenti e migliorare concretamente la quotidianità degli studenti».
Quanti posti letto saranno messi a disposizione? «Oggi disponiamo di circa 400 posti letto. Attraverso queste nuove convenzioni contiamo di arrivare ad almeno 800, raddoppiando quindi l’offerta attuale. È una bellissima notizia, ma rappresenta soltanto un primo traguardo».
Il prossimo obiettivo quale sarà? «Vogliamo continuare a lavorare su questi numeri e portarli oltre le mille disponibilità. È un impegno che assumo pubblicamente nei confronti degli studenti, delle loro famiglie e dell’intera comunità universitaria».
Quali caratteristiche dovranno avere i nuovi alloggi? «Non ci interessa soltanto aumentare il numero dei posti letto. Vogliamo garantire sistemazioni sicure, dignitose e di qualità. Il bando stabilisce requisiti precisi relativi alle metrature, ai servizi e al rispetto delle normative vigenti. Inoltre, il progetto sarà sottoposto alla supervisione del Ministero: una garanzia ulteriore sulla qualità degli immobili che verranno destinati agli studenti».
L’obiettivo dell’ERSU è dunque costruire un sistema dell’accoglienza universitaria più ampio, moderno e vicino alle esigenze reali dei giovani. Il raddoppio dei posti letto rappresenta un passaggio decisivo, con lo sguardo già rivolto al prossimo traguardo: superare quota mille e rendere Catania una città universitaria sempre più accessibile e inclusiva.











