Chiunque sia costretto a usare l’automobile ogni giorno a Catania conosce bene la frustrazione di una viabilità sempre più caotica. La mancanza cronica di parcheggi e il traffico paralizzante sono ormai una costante, conditi dalla presenza vigile di Polizia Locale e operatori AMTS, sempre pronti col taccuino in mano a sanzionare ogni minima distrazione per fare cassa.
La giunta Trantino parla di "legalità" e "lotta all'anarchia". Tuttavia, questa fermezza appare intermittente: esiste una categoria che sembra godere di una totale immunità, ovvero quella dei turisti. Per loro si stravolge la viabilità, si sottrae spazio vitale ai residenti e si penalizzano le attività locali. Il turista è diventato il padrone assoluto della città, coccolato da un’amministrazione che ne incentiva la presenza a qualsiasi costo.
Un esempio lampante di questa disparità si trova nel tratto che va dall’incrocio con via Landolina fino a Piazza Cardinale Pappalardo. Lì vige un divieto di sosta con rimozione, con eccezione per i soli mezzi adibiti al carico e scarico merci. La sosta dovrebbe essere consentita esclusivamente per il tempo strettamente necessario alle operazioni logistiche.
Eppure, quell’area si è trasformata di fatto in un parcheggio privato per le auto a noleggio dei turisti. Non si tratta di una fermata temporanea per scaricare bagagli pesanti, ma di soste prolungate per ore, come ampiamente documentato da diversi filmati. La beffa ulteriore? L’hotel che si affaccia sulla piazza è dotato di un proprio parcheggio privato. Evidentemente, la cattiva abitudine di voler parcheggiare a ogni costo "sotto il naso" non è un'esclusiva dei catanesi, ma un vizio universale.
Durante un'osservazione di diverse ore, l'area non ha visto il passaggio di un solo addetto alla sosta o di un agente di Polizia Locale, a differenza di quanto avviene costantemente in zone come via Gabriele D’Annunzio. A confermare il totale stato di abbandono, persino nello stallo riservato ai taxi giace abbandonata un'auto fatiscente, coperta da uno spessore di polvere che testimonia mesi di incuria.
Di fronte a questo scenario, chiedere spiegazioni è un dovere civico. In attesa che le istituzioni chiariscano come sia possibile tollerare questo abuso, la promessa è quella di ritornare sul posto per verificare se il principio di legalità valga finalmente per tutti, turisti compresi.












