
Sono passati appena due anni dall'incredibile incendio del luglio 2023, altrettanto inspiegabilmente fatto passare in cavalleria, che ci risiamo. E anche peggio
L’Etna ferma i voli; la propaganda di partito di chi nomina e mantiene gente assurda in posizioni devastanti ignora atti, ritardi, appalti contestati e migliaia di utenti che raccontano una realtà ben diversa oggi.
Alle 16.23 del 12 agosto 2026 presso le redazioni giornalistiche è atterrato un comunicato che, se non recasse la firma di un deputato della Repubblica, sembrerebbe uscito dall’ufficio autocelebrazioni di Fontanarossa.
In effetti abbiamo faticato per ottenere la conferma che non si trattasse di una fake e che un deputato della Repubblica potesse davvero sostenere simili scempiaggini contrarie alla verità documentata da migliaia di video che stanno ridicolizzando governi regionale e nazionale in tutto il mondo•
Il comunicato in questione lo firma Luca Sbardella, commissario regionale di Fratelli d’Italia, che da Roma ha improvvisamente scoperto due verità di comodità: criticare i vertici significa fare “sciacallaggio politico” e contare i fallimenti significa celebrare “processi sommari”.
In effetti ne mancavano statisti da queste parti e quindi Meloni ha pensato bene di mandarci quest'ultimo campione.
Secondo Sbardella infatti, la macchina aeroportuale siciliana starebbe rispondendo bene, la governance meriterebbe solidarietà e gli oltre cento voli spostati su Comiso dimostrerebbero che il sistema non è allo sbando.
È la tesi contenuta nel comunicato rilanciato il 12 agosto. Pazzesco, davvero fuori quota.
Una tesi comoda, perché fotografa gli aerei che riescono ad atterrare altrove e taglia fuori dall’inquadratura le persone rimaste a terra.
Non è un’analisi.
È un servizio di assistenza politica alla governance più assurda di tutti i tempi.
Il trucco del comunicato: usare i lavoratori come scudo dei vertici
Il personale di SAC, della security, dei servizi di facilitazione, della Protezione civile e degli altri aeroporti sta lavorando in condizioni durissime e merita rispetto.
Proprio per questo è intellettualmente disonesto usarne la fatica come scudo umano per proteggere chi dirige, programma, firma contratti, sceglie consulenti, assegna lavori e deve predisporre procedure efficaci per le crisi ricorrenti.
Nessuno sta processando gli addetti ai varchi o chi assiste materialmente i viaggiatori. A loro tanto di cappello.
Le contestazioni riguardano la governance SAC, l’organizzazione della rete aeroportuale, la qualità dell’informazione, i collegamenti terrestri dagli scali alternativi e l’assenza di risultati percepibili da chi ha dormito su una branda, perso coincidenze o pagato di tasca propria trasferimenti e pernottamenti.
Le testimonianze raccolte dalla stampa parlano di informazioni tardive, alloggi introvabili e persone che si sono sentite “totalmente abbandonate”, non di una macchina perfetta sotto pressione come vorrebbe far credere lo statista.
La domanda alla quale Sbardella evita di rispondere è semplice: il sacrificio dei dipendenti dimostra che i dipendenti stanno facendo il possibile, non che i dirigenti abbiano fatto tutto il necessario.
Cento voli su Comiso non cancellano seicento movimenti saltati
Tra l’8 e l’11 agosto, secondo i dati Cirium riportati dal Corriere della Sera, sono stati cancellati almeno 388 voli in partenza, il 55% di quelli programmati, mentre 212 aerei non sono atterrati, pari al 30% degli arrivi previsti.
La crisi ha attraversato i confini nazionali, con la stampa internazionale che ha raccontato chiusure prolungate, cancellazioni e difficoltà nei trasferimenti dagli scali alternativi.
In questo quadro, rivendicare cento voli gestiti da Comiso come certificato di efficienza equivale a mostrare la scialuppa e fingere che la nave non abbia imbarcato acqua.
Un aeromobile dirottato non è automaticamente un passeggero assistito.
Bisogna informarlo, riproteggerlo, trasferirlo, garantirgli una soluzione e coordinare vettori, aeroporti e trasporto terrestre.
L’assistenza materiale prevista dal Regolamento europeo grava anzitutto sulle compagnie aeree, ma questo non autorizza il gestore a confondere l’atterraggio su un’altra pista con la conclusione positiva del viaggio.
Il commissario di un partito commissariato difende una società lottizzata
Luca Sbardella non è arrivato in Sicilia dopo un congresso regionale vinto, ma perché il 5 marzo 2025 Giorgia Meloni commissariò Fratelli d’Italia nell’Isola per chiudere un’impasse interna, squassata da scandali giudiziari ancora in corso e sostituire i due coordinatori uscenti.
Un partito che ha avuto bisogno dell’intervento romano per amministrare se stesso dovrebbe almeno usare prudenza prima di distribuire patenti di buona amministrazione su dossier che evidentemente non conosce.
Soprattutto perché Sbardella non è un arbitro neutrale.
Nel rinnovo del novembre 2025, la composizione del CdA SAC fu descritta dalla stampa come uno schema politico “3-1-1”: tre componenti, tra cui la presidente Anna Quattrone e il vice presidente Peppe Alfano (ex sindaco di Comiso, complimenti), riconducibili a Fratelli d’Italia, a Forza Italia l'amministratore delegato, il noto top manager Nico Torrisi confermato con poteri pressoché assoluti per il decimo anno consecutivo, con risultati che abbiamo ampiamente documentato.
Quella di Sbardella, dunque, non somiglia a una valutazione indipendente.
Somiglia molto di più alla difesa di una governance di cui il suo stesso partito è azionista politico.
E qui arrivano i “commiglioni”: commissari in servizio permanente di compagnia, pronti a scambiare il sostegno politico per un’assoluzione tecnica.
Il tutto mentre la Camera di commercio del Sud Est, socio di maggioranza SAC, è guidata dal gennaio 2023 dal commissario straordinario Antonino Belcuore, ancora indicato come tale nella pagina istituzionale dell’ente.
Un commissario di partito difende così una governance nominata sotto il controllo di un altro commissario.
Più che autonomia, sembra una matrioska.
I sondaggi scivolano, ma Sudpress non ha bisogno di gonfiare i numeri
Fratelli d’Italia non sta perdendo un punto percentuale ogni settimana, almeno non secondo le rilevazioni pubbliche verificabili, e Sudpress non sostituisce la propaganda altrui con una propaganda di segno opposto.
I numeri disponibili sono comunque poco allegri per il partito di Meloni.
La Supermedia YouTrend del 3 agosto lo colloca al 26,7%, in calo costante, uno dei risultati più bassi della legislatura, mentre si appresta a celebrarsi come il governo più longevo della Repubblica, con risultati inversamente proporzionali alle promesse fatte.
Un’erosione di consensi reale, e comunicati come quello di Sbardella spiegano perché una parte dell’opinione pubblica possa sentirsi trattata più da utili idioti che da elettrice rispettata.
Il dossier SAC che Sbardella dovrebbe leggere prima di insultare
Nico Torrisi guida SAC dall’ottobre 2016. Già questa un'anomalia assoluta per una società pubblica.
Dopo quasi dieci anni al vertice, chiamare “processo sommario”, come definisce le critiche lo statista meloniano, la verifica dei risultati non è garantismo.
È allergia al rendiconto.
ANAC e il sistema degli affidamenti e delle consulenze cronicizzate
Nel 2022 l’Autorità nazionale anticorruzione scrisse che, nel quinquennio esaminato, soltanto il 2% degli appalti SAC era stato assegnato con gara aperta, mentre il 98% era passato attraverso affidamenti diretti o procedure negoziate.
Per non dire delle durissime contestazioni sulla gestione delle consulenze professionali e la mancata rotazione degli incarichi dirigenziali.
L’ANAC parlò di programmazione carente e non corretta applicazione del Codice degli appalti (ANAC, “SAC, troppe ombre sugli appalti”).
Questi non sono insulti di oppositori in cerca di visibilità.
Sono rilievi di un’autorità dello Stato ai quali la politica dovrebbe chiedere risposte, non silenzio.
Il Contratto di programma firmato quando il quadriennio era già iniziato da due anni
Il 15 gennaio 2026 ENAC e SAC hanno firmato il Contratto di programma riferito al periodo 2024-2027, con oltre 340 milioni di euro di investimenti pianificati (ENAC).
Il punto non è la cifra annunciata, ma lo stato reale di ogni intervento: cronoprogrammi, somme impegnate, opere avviate, ritardi accumulati e obiettivi effettivamente raggiunti.
Sbardella ha verificato questi dati prima di parlare di macchina efficiente oppure ha letto soltanto il comunicato che gli hanno messo davanti?
Il Morandi demolito, il nuovo Terminal B ancora da dimostrare nei tempi e negli atti
La procedura pubblicata sul portale SAC riguarda un appalto integrato per la progettazione esecutiva e i lavori di demolizione dell’ex Terminal Morandi, concluso con emissione del contratto nell’agosto 2025 (Portale gare SAC).
La demolizione è un fatto. Hanno cancellato tra le polemiche un manufatto che in molti consideravano recuperabile e persino di pregio storico e scientifico.
Il nuovo Terminal B resta invece nei comunicati, un’opera da rendere verificabile attraverso progetto completo, copertura finanziaria, gara, contratto, cronoprogramma e avanzamento dei lavori.
Abbattere è semplice.
Consegnare ciò che deve sorgere al posto delle macerie è il vero esame.
Il Terminal Bus milionario che ha scoperto il sole in estate
Sudpress ha documentato un appalto da quasi 8 milioni di euro per il Terminal Bus nell’ex parcheggio P2 e un successivo affidamento da 36.700 euro, senza ribasso, per noleggiare 22 tendostrutture ombreggianti destinate ai 22 stalli (l’inchiesta di Sudpress).
Il sole di luglio, evidentemente, non era stato inserito tra i rischi prevedibili.
La cenere dell’Etna, a questo punto, sarà sembrata una vera sorpresa.
Comiso: da scalo marginalizzato a salvatore della patria per qualche giorno
I dati ufficiali ENAC certificano che nel 2025 Comiso si è fermato a 135.300 passeggeri, con un crollo del 48,5% rispetto al 2024 (ENAC, dati di traffico 2025).
La stessa ENAC indicava inoltre il Masterplan di Comiso come assente nell’aggiornamento dell’ottobre 2025 (ENAC, Master Plan aeroportuali).
Nel 2026 lo scalo sta mostrando segnali di ripresa, ma proprio l’emergenza di questi giorni dimostra quanto sarebbe stato strategico costruire per tempo un secondo aeroporto realmente integrato, attrezzato e collegato.
Usare oggi Comiso per assolvere chi lo ha lasciato precipitare ieri è una capriola che neppure il comunicato di Sbardella riesce a rendere elegante.
Cinque domande a Sbardella ed ai suoi Fratelli d'Italia e dintorni
- Sbardella ha letto l’istruttoria ANAC sugli affidamenti SAC prima di accusare gli altri di non avere verificato i fatti?
- Qual è lo stato analitico dei 340 milioni di investimenti previsti dal Contratto di programma 2024-2027 e quali opere risultano già completate?
- Quali accordi preventivi erano attivi con compagnie, autobus, ferrovie, strutture alberghiere e scali alternativi per trasferire e assistere le persone dirottate?
- Perché Comiso ha chiuso il 2025 con il 48,5% di passeggeri in meno e risultava ancora privo di Masterplan nella ricognizione ENAC?
- Antonino Belcuore e Nico Torrisi hanno consegnato al commissario di FdI atti, cronoprogrammi e report dell’emergenza, oppure è bastata una telefonata politica?
Finché non arriveranno risposte documentate, la parola “sciacallaggio” resterà ciò che appare: un randello lessicale usato per evitare il merito.
Minardo, il rumore di fondo di Forza Italia
Prima di Sbardella, a dire il vero, di statista ne era arrivato un altro, Nino Minardo, passato di recente dalla Lega di Salvini a Forza Italia e subito “promosso” commiglione del partito di Schifani in Sicilia. Anche Minardo ha invocato «niente processi sommari». Si può sorvolare su Minardo, non perdiamoci tempo: quando la politica rinuncia a controllare e si limita a proteggere le caselle meno difendibili del proprio partito, non produce un argomento. Produce soltanto rumore di fondo.
La cenere è naturale, l’impreparazione no
L’Etna può chiudere una pista.
Non può scrivere piani, organizzare navette, stipulare convenzioni, pubblicare cronoprogrammi o rispondere delle scelte compiute in quasi dieci anni.
Queste sono responsabilità umane, amministrative e politiche.
Sbardella provi dunque a raccontare ai passeggeri rimasti a terra e agli elettori in calo che va tutto bene.
Magari evitando la sala stampa e guardandoli negli occhi.
Noi siamo certi che alle prossime imminenti elezioni i milioni di passeggeri ed i loro familiari si ricorderanno delle propalazioni di questi campioni e siamo convinti che sapranno cosa fare: anche per loro è durata un giro ma probabilmente sono riusciti a fare più danni degli altri.
Perché, se lo ricordino i commiglioni di turno e pro tempore, che il controllo democratico non è sciacallaggio.
È il lavoro che la politica dovrebbe fare prima che siano i giornali a costringerla e l'opinione pubblica a punirli.
PS: a titolo di esempio, uno solo dei video (de La Repubblica, mica nostro) che testimonia l'efficienza della SAC vantata dal commiglione di Fratelli d'Italia Luca Sbardella


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