
Per la prima volta, un gruppo di ricercatori ha misurato la presenza di nano e microplastiche nel liquor di pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), confrontandone i livelli con quelli riscontrati in persone sane.
È quanto emerge da uno studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia, in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica Brain Communications. I risultati mostrano un’associazione tra la presenza di questi contaminanti nel sistema nervoso centrale, oltre una determinata soglia di esposizione, e un maggiore rischio di sviluppare la SLA.












