Erano ossessionati, i Fratelli Bordelli - così li battezzammo un anno fa allo stesso evento, l’Etna Fest - dal record di “governo più lungo della storia della Repubblica Italiana”.
Ci sono riusciti. Dopodomani, a Bari, ufficializzeranno il tutto con un’altra festicciola. L’ennesima dopo la passerella a Ragalna, una Capalbio siciliana della destra nazionale e roccaforte di Ignazio La Russa, scelta ancora una volta come cornice autocelebrativa.
I presenti più in vista sono anche quelli più controversi: Manlio Messina, Gaetano Galvagno e Elvira Amata. Tutti appartenenti a quel pulmino turistico siciliano che ha generato l'imbarazzo sia di Giorgia Meloni che di Chiara Colosimo, presidente della Commissione Antimafia.
Ma possiamo davvero dire che i Fratelli, pur incarnando tutte le fragilità della legislatura più cupa e scarsa di sempre (con quel potere che si tengono stretto a ogni costo) non abbiano portato a casa un risultato storico, in un Paese con una media di 13 mesi a governo?
Sarebbe disonesto.
Ma con questo risultato ormai in saccoccia alle destre affariste, possiamo sicuramente misurare l’inconsistenza di un’opposizione che non è riuscita a fare nulla.
E dire che non mancavano gli appigli: il referendum sulla giustizia perso; il caso Delmastro con la Bistecchiera d’Italia; Crosetto bloccato a Dubai; Tajani col cappello MAGA; la Lega al minimo storico; la pressione fiscale salita al 43,1% a dispetto delle promesse elettorali; tre anni consecutivi di crollo della produzione industriale e un Pil da maglia nera in Europa; gli stipendi reali del settore privato finiti a picco e l’inflazione si alza al 3,3%; il salario minimo affossato e gli extraprofitti di banche ed energia lasciati intatti.
Su quel referendum avevano convogliato tutte le loro forze e, pur avendo preso l’inaspettata batosta siciliana del “no” più sentito d’Italia, l’opposizione non è riuscita a capitalizzare quella vittoria.
Forse anche loro hanno avuto un sussulto di pudore, visto che quell’esito non fu merito di una opposizione feroce, ma solo dei giornali.
Ora, dopo aver fatto di tutto per mettere finalmente uno stop all’ultimo programma che era in grado anche solo di disturbare il governo - Report - nell’agenda Meloni c’è l’urgenza di una nuova legge elettorale per evitare il disturbo più pericoloso: Futuro nazionale di Vannacci.
Vediamo se l’opposizione riuscirà a dire qualcosa stavolta; in caso contrario, la Meloni li aspetta a Bari per la sua festa: secondo alcune indiscrezioni, il Pd potrebbe portare le bevande e il M5s le pizzette.











