Una strada a pochi passi dal centro storico, cuore della Catania che fu, eppure ridotta al simbolo di una “riqualificazione” selvaggia e incompiuta. Sollecitati da una dettagliata segnalazione inviata da una nostra lettrice, siamo tornati a verificare lo stato di Via Giovanni Di Prima, e ciò che emerge è uno scenario a dir poco scandaloso.
La via è profondamente trasformata e deturpata dai grandi interventi edilizi legati alla realizzazione di un nuovo albergo. Un progetto di riconversione turistica su cui avevano fortemente puntato le precedenti amministrazioni, ma che oggi restituisce ai cittadini un impatto visivo e ambientale da scenario post-apocalittico.
Passeggiando lungo la strada si susseguono cantieri abbandonati o apparentemente inutilizzati, resti di palazzine abbattute, cumuli di materiali edili lasciati alla rinfusa, sporcizia persistente e una forte puzza dovuta alla totale assenza di pulizia regolare. Questa presenza prolungata di recinzioni e aree di lavoro sterili sottrae spazio vitale alla strada, compromettendo gravemente il decoro urbano e la vivibilità di residenti e commercianti.
La situazione della sicurezza pedonale e stradale si è aggravata progressivamente nel corso dell'estate, delineando una vera e propria escalation di criticità. In diversi tratti, infatti, le recinzioni di cantiere bloccano totalmente i marciapiedi, costringendo i pedoni a scendere sulla carreggiata e a esporsi a un rischio continuo a causa del traffico veicolare
Il quadro è ulteriormente peggiorato nel periodo di Ferragosto, quando all'altezza del civico 88, in seguito a un intervento di Vigili del Fuoco e Polizia Municipale, era stata transennata un'area sottostante un fabbricato a rischio. Col passare dei giorni, tuttavia, il nastro segnaletico si è rotto e le transenne sono state spostate rocambolescamente sulla carreggiata. Il risultato è che il marciapiede pericoloso è tornato a essere calpestabile dai pedoni, mentre le transenne in mezzo alla strada costituiscono un ulteriore e gravissimo ostacolo per la circolazione.
Questa incuria diffusa ha inevitabilmente generato conseguenze drammatiche, tramutando il pericolo in un incidente concreto. Un pedone, trovatosi costretto a camminare al di fuori del normale percorso pedonale perché il marciapiede era occupato dal cantiere, è stato travolto dopo che uno scooter è scivolato rovinosamente sui detriti e sui materiali di scarto lasciati sulla sede stradale, colpendolo come un birillo.
Le immagini inchiodano le responsabilità di un sistema che sembra ignorare le basilari norme di sicurezza e igiene, spingendo la cittadinanza a invocare interventi urgenti di pulizia, il ripristino della viabilità pedonale protetta e verifiche sulla reale necessità di mantenere occupata la strada da cantieri fantasma. Resta tuttavia da chiedersi, di fronte a un simile scenario di abbandono, come mai tutto ciò venga tollerato e perché un'amministrazione solitamente così attenta all'ordine, ai controlli e al decoro urbano permetta un simile scempio a due passi dal centro.











