
Era cominciata il 4 novembre 2025 come una delle inchieste giudiziarie più fragorose degli ultimi anni in Sicilia.
La Procura di Palermo aveva chiesto gli arresti domiciliari per diciotto persone, ipotizzando a vario titolo reati di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta.
In cima all’elenco i nomi più noti l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e il deputato nazionale Saverio Romano, coordinatore politico di Noi Moderati.
Politici, dirigenti pubblici e imprenditori erano finiti dentro un’indagine che puntava a ricostruire un presunto sistema di pressioni su appalti, concorsi e nomine nella sanità siciliana.











