
Quattro tavole rotonde, dodici accademici e gli Scritti Corbino: Villa Cerami ospita un confronto sulle radici della scientia iuris moderna.
Non sarà soltanto un convegno accademico e neppure una di quelle celebrazioni costruite per mettere una targa alla carriera di uno studioso.
Venerdì 25 settembre 2026, nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania, a Villa Cerami, si terrà “Il Diritto e la Storia”, una giornata di studi dedicata ad Alessandro Corbino e a un tema che attraversa l'intera cultura giuridica: capire il presente interrogando ciò che lo ha preceduto.
L’appuntamento inizierà alle 10, nella sede di via dei Crociferi 91, e riunirà studiosi provenienti dalle università di Catania, Milano, Messina, Napoli, Catanzaro, Roma, Ferrara, Friburgo e dal Collège de France.
Il Dipartimento di Giurisprudenza presenta infatti l’iniziativa come una giornata interdisciplinare articolata in quattro sessioni, con dodici relatori chiamati a confrontarsi sulle diverse dimensioni della scientia iuris.
Non una celebrazione, ma un confronto sul senso stesso del diritto
Il protagonista inevitabile della giornata sarà Alessandro Corbino, ordinario di Diritto romano che a Catania ha insegnato per quasi vent’anni, dopo essersi formato proprio nella scuola romanistica dell’Ateneo etneo e avere svolto attività accademica anche a Messina e Catanzaro.
Eppure è stato lo stesso Corbino, nell’intervista pubblicata pochi giorni fa da Sudpress, a respingere ogni lettura autocelebrativa dell’iniziativa.
«Lo considero soprattutto un gesto di affetto», ha spiegato, descrivendo l’incontro come un momento di condivisione con colleghi e studiosi con i quali ha attraversato una parte importante della propria esperienza scientifica.
È probabilmente proprio questo il tratto che rende interessante l’appuntamento anche fuori dai confini strettamente universitari.
Perché dietro il titolo apparentemente specialistico, “Il Diritto e la Storia”, c’è una domanda enormemente contemporanea.
Può una società capire le proprie istituzioni se perde la memoria del percorso che le ha generate?
Corbino: senza storia rischiamo di non comprendere il presente
Nell’intervista a Sudpress, Corbino ha affrontato precisamente questo nodo.
Per lo studioso, la storia non può essere ridotta alla semplice conservazione della memoria, perché serve soprattutto come strumento di riflessione sulle conseguenze delle azioni umane e delle trasformazioni istituzionali.
Il presente, insomma, non nasce ogni mattina.
È il risultato di sedimentazioni, conflitti, errori, compromessi e conquiste maturati nel tempo.
Ed è proprio la progressiva perdita di questa consapevolezza, secondo Corbino, uno dei problemi culturali del nostro tempo.
Un tema che diventa particolarmente rilevante quando si parla di democrazia, diritto, maggioranza, competenza, sovranità e funzionamento delle istituzioni.
Corbino sottolinea infatti come la democrazia abbia bisogno di forme, procedure e responsabilità, perché non è una condizione spontanea ma una costruzione giuridica che deve continuamente essere custodita e interpretata.
Quattro grandi questioni per interrogare la cultura giuridica
Il programma della giornata traduce questi interrogativi in quattro tavole rotonde.
Governare la Repubblica
La prima sessione inizierà alle 10.30 e sarà moderata da Francesco Musumeci dell’Università di Catania.
Interverranno Lorenzo Gagliardi dell’Università Statale di Milano, Francesco Arcaria dell’Università di Catania e Antonio Ruggeri dell’Università di Messina.
Già il titolo introduce una questione che supera il dato storico e investe direttamente il funzionamento delle istituzioni: come si costruisce e si esercita il governo della comunità politica.
La verità e il diritto
Alle 12 il confronto si sposterà su uno dei rapporti più complessi dell’esperienza giuridica.
A moderare sarà Giuseppe Speciale dell’Università di Catania.
Parteciperanno Lucia Corso dell’Università Kore di Enna, Salvatore Aleo dell’Università di Catania e Carla Masi Doria dell’Università Federico II di Napoli.
La domanda sottostante è di quelle che accompagnano il diritto da secoli: quanto può e deve coincidere la verità giuridica con la verità sostanziale?
Il diritto e il costume. I formanti dell’interpretatio iuris
La sessione pomeridiana riprenderà alle 14.30.
Moderatore sarà Alberto Scerbo dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.
Interverranno Mario Barcellona e Tommaso Rafaraci dell’Università di Catania e Roberto Fiori dell’Università di Roma Tor Vergata.
Qui il diritto viene osservato non come corpo chiuso di norme, ma nel suo rapporto con costumi, comportamenti sociali e processi interpretativi.
Legge certa e diritto certo nella cultura giuridica continentale
Alle 16 sarà affrontato un altro tema centrale: il bisogno di certezza.
La sessione sarà moderata da Laura Moscati dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Parteciperanno Pascal Pichonnaz dell’Università di Friburgo, Francesco Salerno dell’Università di Ferrara e Dario Mantovani, docente al Collège de France e Accademico dei Lincei.
Il punto è tutt’altro che teorico.
Perché ogni ordinamento giuridico vive nella tensione permanente tra certezza della legge e necessità dell’interpretazione.
Gli “Scritti Corbino”: il significato scientifico della giornata
Il convegno è stato organizzato anche in occasione della consegna dei volumi degli “Scritti Corbino”, pubblicati nella collana Antiqua, fondata da Luigi Labruna e oggi diretta da Carla Masi.
La pubblicazione è stata curata da Salvo Cristaldi, Paolo Marra, Donatella Monteverdi e Isabella Piro.
Alle 18.30, dopo le conclusioni affidate a Bruno Montanari dell’Università di Catania, è prevista una sessione specificamente dedicata alla presentazione di una scelta degli scritti di Alessandro Corbino.
Presiederà Luigi Capogrossi Colognesi, dell’Università “La Sapienza” di Roma e Accademico dei Lincei.
Interverranno Isabella Piro, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, e Salvatore Cristaldi, dell’Università Kore di Enna.
Una scuola giuridica che torna a interrogare se stessa
C’è poi un significato profondamente catanese in questa giornata.
Corbino si è formato nella grande scuola romanistica dell’Università di Catania, legata anche alle figure di Cesare Sanfilippo e Giovanni Nicosia.
Nell’intervista concessa a Sudpress ha ricordato un ambiente universitario nel quale differenze culturali e politiche anche profonde convivevano con una forte idea di comunità scientifica.
E forse proprio qui si trova una delle chiavi dell’intero convegno.
L’università non come luogo nel quale custodire certezze già confezionate, ma come spazio nel quale quelle certezze vengono continuamente sottoposte alla prova del confronto.
Corbino lo sintetizza con un principio che vale ben oltre gli studi romanistici: la ricerca non dovrebbe partire dalla volontà di dimostrare ciò che già pensiamo, ma dalla disponibilità a lasciarci contraddire dalle fonti.
Perché vale la pena esserci
In tempi nei quali il dibattito pubblico consuma parole enormi — diritto, democrazia, sovranità, riforma, maggioranza, rappresentanza — spesso in pochi secondi e dentro formule destinate ai social network, fermarsi per un’intera giornata a discutere da dove quelle parole arrivino può sembrare quasi un gesto controcorrente.
Ed è esattamente per questo che può essere utile.
Non soltanto agli studiosi.
Ma agli studenti, agli avvocati, ai magistrati e a chiunque ritenga che comprendere le istituzioni richieda qualcosa di più della cronaca dell’ultima settimana.
Perché il diritto non comincia con l’ultima legge approvata.
E la storia, quando viene studiata seriamente, non serve a contemplare il passato.
Serve a riconoscere ciò che nel presente abbiamo già visto accadere sotto altre forme.
L'appuntamento
“Il Diritto e la Storia” si svolgerà venerdì 25 settembre 2026 dalle ore 10, nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania, Villa Cerami, via dei Crociferi 91.
È prevista anche la partecipazione da remoto, attraverso il collegamento messo a disposizione nella pagina ufficiale dell’evento.
Programma e collegamento per partecipare al convegno
Per chi volesse arrivare all’appuntamento conoscendo meglio il pensiero dello studioso al quale la giornata è dedicata, l’intervista pubblicata da Sudpress offre una chiave di lettura particolarmente utile: capire la storia non per rifugiarsi nel passato, ma per impedire che il presente diventi incomprensibile.

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