
Nicola D’Agostino, Monsignor Luigi Renna, Enrico Trantino, Luca Sammartino, Gaetano Galvagno, Enrico Foti e chi più ne ha, più ne metta.
Tutti accorsi in passerella in chez Santonocito, al Policlinico, per tagliare il nastro al nuovo reparto di oncoematologia pediatrica: una manciata di posti letto per i trapianti di midollo dei bambini, ma un’occasione per mostrare la faccia.
Nicola D’Agostino: nonostante sia l’uomo (di plastica, in senso artistico) della Sac di Nico Torrisi e della CamCom del commissario fuori norma Antonio Belcuore, e malgrado i continui salti di partito - da Mpa al Pd fino a Forza Italia - si sentiva già in tasca l’Assessorato alla Salute. Salvo poi essere trombato da Renato Schifani, che ha preferito Marcello Caruso, suo segretario particolare.
Monsignor Renna: alle uscite e alle presenze assurde del presule ci siamo ormai abituati. Dalla saletta VIP della Sac alle vistose apparizioni a Confindustria, fino al video diventato virale in cui sbrocca a Biancavilla.
Enrico Trantino: tra i sindaci meno graditi d’Italia, passerà alla storia come il socio della Sac che non ha mai visto le carte sulla privatizzazione, pretendendo però che nessuno ne parli male per evitare di scoraggiare ipotetici investitori e che per risolvere il problema della cenere sta cercando radar avanzati.
Luca Sammartino: assessore all’Agricoltura, protagonista dell’inchiesta Pandora, accusato dalla Procura di Catania di due presunti casi di corruzione. Artista politico.
Gaetano Galvagno: presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, travolto da accuse di peculato, corruzione, falso e truffa. Salito alle cronache per aver scambiato l'auto blu per un pulmino di rappresentanza utile a scarrozzare gli amici e ad andare a prendere il personalissimo kebab. Con patatine.
In fila anche il rettore di UNICT Enrico Foti che, dopo averli persino annunciati nella relazione al bilancio, ancora aspetta i fondi promessi a margine di foto opportunity da Sammartino e Turano. Lasciamo perdere.
Tra l'aeroporto più imbarazzante d’Italia, fedeli smarriti in cerca di Dio, una città senza leader, agricoltori in rivolta e un’Ars che prende fuoco dai troppi colpi dei franchi tiratori alla maggioranza, i rappresentanti di tutti questi problemi stavano lì, in fila per la benedizione al Policlinico.
Tutti alla corte di Giorgio Giulio Santonocito che, ai tempi della giunta Stancanelli, da Ragioniere generale finì nei guai per presunti buchi di bilancio (salvo poi essere assolto) e dovunque è andato qualche guaio ha passato.
Diciamo che, con tutte questa offerta, la vera utilità della giornata è stata offrire una seduta di clownterapia.
Non ai bambini dell'ospedale, ma a noi.










