Ormai resta solo Schifani a reggere il castello di sabbia

Delle strane graduatorie in cui straordinarie prove orali ribaltano tutto ci siamo già occupati. Adesso un altro caso, forse più eclatante ancora, per tanti motivi.
Dalla polemica contro le richieste di trasparenza ai rapporti con D’Agostino: documenti e date raccontano un intreccio politico affascinante.
Per nostra ignoranza, lo ammettiamo, prima della recente polemica sulla SAC non avevamo mai sentito parlare della consigliera comunale Agata Scalia.
Abbiamo colmato la lacuna quando abbiamo appreso e pubblicato che, insieme al suo collega Gerri Barbagallo, si è dissociata dal proprio capogruppo di Forza Italia, Piermaria Capuana, che aveva aderito all’iniziativa consiliare per fare chiarezza sulla privatizzazione della società aeroportuale.
Nella nota dei due consiglieri comparivano espressioni come «un gioco ridicolo» e «imbarazzante per tante ragioni personali». Queste ultime, probabilmente, sono proprio le sue.
Parole impegnative, soprattutto se rivolte a chi chiede trasparenza.
Noi abbiamo letto altri documenti.
E abbiamo scoperto che Scalia, dipendente di SAC Service, ha un rapporto professionale diretto con il gruppo aeroportuale sul quale il Consiglio comunale chiede trasparenza.
Non soltanto: in una selezione per venti supervisori Security, il punteggio del colloquio la colloca settima, mentre la somma delle altre due voci la porterebbe al ventiduesimo posto, fuori dalle venti posizioni disponibili.
Quindici posizioni di differenza.
Un risultato che merita di essere raccontato prima di archiviare le richieste di chiarezza come fastidiose intromissioni.
SAC Service, i 48 punti che cambiano la posizione di Scalia
Il documento è intestato a SAC Service, società interamente controllata da SAC, e reca la data del 13 gennaio 2025. SAC Service

L’oggetto è una procedura d’interpello per individuare 20 “Supervisore Security”, quindi un bell'avanzamento di carriera.
Il prospetto, denominato “Elenco candidati idonei”, contiene 27 nominativi e tre componenti del punteggio: anzianità di servizio, performance individuale 2023 e colloquio.
Alla riga di Scalia Agata Maria si leggono:
- 13,16 punti per l’anzianità di servizio;
- 25 punti per la performance individuale 2023;
- 48 punti per il colloquio;
- 86,16 punti complessivi, corrispondenti alla settima posizione. Graduatoria Sac Service Scalia
Senza il colloquio, la somma si ferma a 38,16.
Riordinando tutti i ventisette candidati sulla base delle altre due voci, Scalia risulta ventiduesima.
L’orale determina circa il 55,7% del suo punteggio finale.
Una prova evidentemente giudicata molto convincente.
Quanto convincente, e sulla base di quali criteri, devono poterlo spiegare le schede della commissione.
Il documento attesta una posizione utile rispetto ai venti posti; l’effettivo conferimento dell’incarico e la sua decorrenza vanno riscontrati negli atti successivi.
La graduatoria, come abbiamo già fatto recentemente per altra “selezione” (evidentemente è un metodo che hanno scelto), con i punteggi assegnati alla prova orale, che sarà stata eccezionale, sono completamente ribaltati:

Insanguine dentro, Scalia fuori: il confronto sulla soglia dei venti posti
Il confronto più concreto è con Antonino Insanguine.
Sommando anzianità e performance, Insanguine ottiene 38,83 punti, cioè 0,67 più di Scalia.
Nella simulazione occupa il ventesimo posto.
Al colloquio, però, riceve 40 punti, contro i 48 assegnati alla consigliera.
Il totale di Insanguine arriva a 78,83, che nella graduatoria ufficiale valgono il ventiduesimo posto.
Scalia raggiunge invece 86,16 ed è settima.
Gli otto punti di distanza nell’orale rovesciano il confronto fra i due candidati.
Eliminando quella componente per tutti, nelle prime venti posizioni entrerebbe Insanguine e ne uscirebbe Scalia.
È una simulazione aritmetica, non una graduatoria ufficiale alternativa: non applica ulteriori condizioni dell’interpello né criteri di precedenza.
Non dimostra che Insanguine avesse diritto alla promozione.
Dimostra, invece, quanto sia stata determinante la valutazione del colloquio.
L’orale riscrive l’ordine: i casi Nania, Alecci, Calanna e Vecchio
Il fenomeno non riguarda soltanto Scalia.
| Candidato | Posizione ufficiale con orale | Posizione senza orale | Punti del colloquio |
|---|---|---|---|
| Salvatore Nania | 1° | 16° | 50 |
| Claudia Amelia Alecci | 3ª | 18ª | 50 |
| Agata Maria Scalia | 7ª | 22ª | 48 |
| Antonia Vecchio | 13ª | 1ª ex aequo | 32 |
| Maria Francesca Motta | 17ª | 5ª | 35 |
| Patrizia Maria Carmela Calanna | 20ª | 3ª | 30 |
| Antonino Insanguine | 22° | 20° | 40 |
Vecchio condivide il primo posto della simulazione con Angelo Panebianco, entrambi a 50 punti.
Il caso Calanna aiuta a capire il peso dell’orale: senza quella voce ha 49,96 punti, contro i 38,16 di Scalia.
Un vantaggio di 11,80 punti.
Al colloquio Calanna riceve 30 punti e Scalia 48: diciotto punti di differenza, sufficienti a invertire il loro ordine.
Va aggiunto un dato: 25 dei 27 candidati hanno 25 punti nella performance 2023.
La simulazione, dunque, distingue i candidati soprattutto attraverso l’anzianità e non misura da sola tutte le competenze necessarie a un supervisore.
Un colloquio può legittimamente far emergere quelle competenze.
Proprio per questo occorrono criteri verificabili: per capire che cosa abbia misurato e come.
E veniamo al percorso politico tortuosetto della consigliera Scalia
Da Fratelli d’Italia a Forza Italia: le date, quelle vere
La storia politica della consigliera precede la selezione.
Nel 2023 Scalia si candida al Consiglio comunale di Catania con Fratelli d’Italia, in abbinamento elettorale con Giovanni Magni.
La locandina della chiusura della campagna presenta entrambi i nomi sotto lo stesso simbolo e un payoff suggestivo:

Scalia risulta prima dei non eletti e il 12 settembre 2023 entra in Consiglio, subentrando a “Viviana Lombardo detta Nuccio”, indicata così nella lista, che lascia il seggio mantenendo l’incarico di assessora nella giunta di Enrico Trantino.
Quando viene redatto il prospetto SAC Service del 13 gennaio 2025, Scalia è ancora nel guppo di Fratelli d’Italia, ancora guastata dall'amore.
Il 21 febbraio 2025 la stampa dà notizia del suo passaggio a Forza Italia.

Fra la data della graduatoria e quella della notizia trascorrono 39 giorni.
Il 29 aprile 2025 arriva poi il post di Nicola D’Agostino che la include esplicitamente nella propria squadra politica.

Questa è la sequenza documentata. Interessante.
La successione temporale non prova ovviamente uno scambio tra avanzamento professionale e adesione politica, ci mancherebbe.
Sono solo coincidenze.
D’Agostino e il “gruppo speciale”: Scalia è nella squadra
Il legame politico non va ricavato dalla disposizione delle persone in una fotografia.
Lo racconta proprio D’Agostino nel post del 29 aprile 2025, intitolato «UN GRUPPO SPECIALE ANCHE A CATANIA».
Il deputato scrive:
«Abbiamo ottenuto un grande risultato di gruppo (e di amici), ma certamente di segreteria».
Il risultato di cui parla è l’elezione di Melania Miraglia a consigliera provinciale.
D’Agostino ringrazia Gerry Barbagallo, Riccardo Pellegrino e, testualmente, «la maturità di Agata Scalia».
Seguono i ringraziamenti ai «registi Massimo Saeli e Giovanni La Magna». ok Post d'agostino con Scalia e…questa è un'altra storia, probabilmente ancora più interessante ma per ora non mettiamo troppa carne al fuoco che già basta quella che c'è…
Torrisi, Belcuore e le amicizie che non possono sostituire i controlli
Nicola D’Agostino, già esponente dell’MPA, poi protagonista del centrosinistra con Sicilia Futura e candidato con il PD alle politiche del 2018, è oggi deputato regionale di Forza Italia.
La sua storia politica ha attraversato più insegne ed ora è, almeno fino alla prossima giravolta, saldamente al fianco del presidente della regione Renato Schifani, che, oltre a garantire lo status quo in SAC tramite il controllo della Camera di Commercio, sta per nominargli un altro fedelissimo, il consulente SAC (da oltre 10 anni con affidamento diretto di Nico Torrisi) Salvo Nicotra, a capo della cassaforte regionale IRFIS.
Come già ricostruito da Sudpress, D’Agostino ha infatti pubblicamente rivendicato l’amicizia con Nico Torrisi, amministratore delegato SAC, e con Antonino Belcuore, l'ex presidente del Carnevale di Acireale e ora anche direttore del Fondo Pensioni della regione noto come Antonio, commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia da quasi 4 anni mentre non poteva superare i 90 giorni, socio di maggioranza e controllore della società aeroportuale.
Sono rapporti politicamente rilevanti, non certo prove di un intervento sulla selezione, ci mancherebbe. Coincidenze su coincidenze.
Torniamo a Scalia.
Essere dipendente di SAC Service non le impedisce di avere una posizione politica sulla privatizzazione.
Rende però il suo rapporto professionale con il gruppo un elemento rilevante per chi legge le sue dichiarazioni.
Quando una consigliera contesta le richieste di trasparenza e, insieme a un collega, evoca «ragioni personali», dovrebbe spiegare a quali “ragioni personali” si riferiva nella contestazione all'ordine del giorno, e con particolare chiarezza spiegare anche la propria posizione.
E dovrebbe anche chiarire un pò meglio perché consideri impropria quella verifica e quali controlli ritenga invece necessari.
Quanto alla selezione, le domande per SAC Service e SAC sono altrettanto concrete:
- Quali erano i criteri e il peso delle tre componenti, stabiliti prima delle prove?
- Chi componeva la commissione e quali griglie ha applicato?
- Quali elementi documentati giustificano i 48 punti di Scalia, rispetto ai 40 di Insanguine e ai 30 di Calanna?
- Quali atti hanno dato seguito alla graduatoria e con quali decorrenze?
Il fatto che segnaliamo è semplice:
Il colloquio ha fatto guadagnare a Scalia quindici posizioni nel confronto aritmetico, consentendole di rientrare tra i 20 promossi mentre al contrario ne sarebbe stata esclusa.
Il fatto che un mese dopo sia passata da Fratelli d'Italia alla corrente di Nicola D'Agostino in Forza Italia è solo una coincidenza.
Quando l'amore si guasta, si guasta.


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