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La Procura di Palermo ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione siciliana ed ex presidente del CTS, al quale vengono contestati tre episodi di presunta corruzione.
L’ipotesi investigativa riguarda denaro che l’avvocato avrebbe ricevuto da imprenditori in cambio di interventi favoriti dai suoi incarichi istituzionali.
Nella stessa inchiesta per una presunta raccomandazione risulta coinvolto Giuseppe Geremia Lombardo, deputato regionale del Movimento per l’Autonomia.
Le richieste della Procura devono ancora essere valutate dal giudice: gli indagati sono stati convocati per gli interrogatori preventivi e per tutti vale la presunzione di innocenza.
Armao, la gravità delle accuse riguarda l’utilizzo degli incarichi pubblici
La posizione dell’ex vicepresidente presenta, nella ricostruzione accusatoria, una particolare rilevanza per il numero degli episodi contestati e per il rapporto ipotizzato tra funzioni pubbliche, interessi imprenditoriali e pagamenti illeciti.
Al centro degli accertamenti ci sono i ruoli di esperto del presidente della Regione Renato Schifani e di presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali, incarico ricoperto fino allo scorso agosto.
Secondo gli inquirenti, Armao avrebbe utilizzato queste posizioni per agevolare interessi privati, ricevendo denaro attraverso l’avvocato Pierluigi Matta, anch’egli indagato.
Il meccanismo ipotizzato prevedeva il versamento di compensi a Matta per consulenze che, secondo l’accusa, non sarebbero state effettivamente svolte.
Le somme, accreditate tramite bonifico, sarebbero state successivamente prelevate e consegnate in contanti ad Armao.
È questo il passaggio più delicato dell’indagine: la presunta trasformazione di rapporti professionali in uno strumento per occultare pagamenti destinati a remunerare interventi legati agli incarichi istituzionali.
Le contestazioni tra energia, autorizzazioni ambientali e sanità
Il primo episodio riguarda i rapporti con Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile, indicati rispettivamente come amministratore delegato e co-direttore del gruppo Cva, attivo nel settore delle energie rinnovabili.
Secondo la Procura, Armao avrebbe ricevuto denaro in cambio di interventi a favore del gruppo negli ambienti regionali.
Gli altri due episodi riguardano Sergio Vella, per un impianto di trattamento dei rifiuti e produzione di biometano ad Aragona, e la Samo, attiva nelle cure palliative.
Per quest’ultima vicenda, i pm ipotizzano 6.000 euro in cambio di pressioni per fermare l’ampliamento degli operatori convenzionati.
Sono contestazioni ancora da verificare, che coinvolgono settori nei quali le decisioni regionali incidono su investimenti e servizi sanitari.
Diverso è il contenuto dell’accusa rivolta a Giuseppe Geremia Lombardo.
Secondo la ricostruzione riportata nel dispaccio ANSA, il deputato si sarebbe adoperato, come componente della commissione Sanità dell’Ars, per l’approvazione di un emendamento favorevole alla Samo.
La presunta contropartita sarebbe stata l’assunzione presso la onlus di Domenica Spartà, consigliera comunale del Catanese indicata come persona a lui vicina.
A sollecitare il suo intervento sarebbero stati Luigi Zancla, presidente della Samo, e Mario Lupo, ex presidente della Samot e di altre realtà del settore dell’assistenza.
Il perimetro delle contestazioni descritte per Lombardo è dunque più limitato rispetto a quello attribuito ad Armao: un episodio relativo a un’assunzione, senza che nelle notizie disponibili gli vengano contestati incassi di denaro o partecipazioni al presunto circuito delle consulenze fittizie attribuite al contrario.
Nel pomeriggio del 2 ottobre, appena appresa la notizia dell'indagine a suo carico, Lombardo ha immediatamente annunciato la decisione di dimettersi dalle commissioni Bilancio e Sanità dell’Assemblea regionale siciliana.
Nel comunicato diffuso dall’ufficio stampa del movimento, il deputato afferma di avere appreso soltanto in giornata i fatti specifici oggetto dell’indagine e di non avere ancora potuto consultare gli atti.
«Apprendo - ha dichiarato Lombardo - solo in data odierna dei fatti specifici oggetto di indagine nei miei confronti. Allo stato non ho ancora avuto la possibilità di visionare gli atti.
Sono certo, però, che potrò chiarire a breve la mia posizione, consapevole di aver sempre orientato la mia attività pubblica e privata a criteri di correttezza ed onestà.
In ossequio allo spirito che ha sempre contraddistinto il mio agire politico, quindi, ho maturato la non facile decisione di dimettermi da componente delle commissioni bilancio e sanità.
Compio questa scelta per il profondo rispetto che nutro sia per le istituzioni delle quali faccio parte e che rappresento, impegnate in questi giorni nel delicato passaggio di approvazione del disegno di legge in materia di variazioni di bilancio, che per l’autorità giudiziaria, oggi chiamata a valutare il mio operato e nei cui confronti ripongo, come sempre, assoluta fiducia».
L’inchiesta coinvolge complessivamente nove persone.
Le perquisizioni hanno interessato, tra gli altri luoghi, l’abitazione e gli studi legali di Armao a Palermo e Roma, oltre ad alcuni uffici regionali.
Indagati sono Giuseppe Argirò, Benedetta Veruska, Pierpaola Costanzo, Mario Lupo, Marco Malacarne Gentile, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla.
La Procura ha spiegato che gli accertamenti servono a evitare la dispersione delle prove dopo la comunicazione agli indagati degli inviti agli interrogatori preventivi.
Il prossimo passaggio sarà il confronto davanti al giudice per le indagini preliminari, chiamato a pronunciarsi sulle richieste cautelari.










