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UNICT, primo incontro con i candidati rettori: IL FESTIVAL DELLE BANALITÁ

26-07-2019 19:24

Sara Obici

Cronaca, Università, università degli studi di catania, Vincenzo Di Cataldo, Vittorio Calabrese, Incontro Candidati Rettori, decano dell'Unict, Francesco Priolo, Vincenzo Ligresti, Salvatore Barbagallo, Roberto Purrello, Agatino Cariola, auditorium Giancarlo De Carlo,

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I cinque potenziali rettori e il nuovo influente Decano Vincenzo Di Cataldo si sono incontrati in una "tavolata estiva", festival delle banalità.

Avete presente l'espressione dialettale "si n'quadru anticu"? Ecco, se dovessimo descrivere l'incontro di ieri mattina tra candidati rettori, personale tecnico-amministrativo, docenti e alcuni sparuti studenti della nostra Unict; l'immagine che sceglieremmo di evocare sarebbe proprio questa. Come ne "L'ultima Cena" di Leonardo Da Vinci, i cinque potenziali rettori erano disposti con aria solenne attorno al nuovo influente Decano Vincenzo Di Cataldo, e insieme a lui componevano uno scenario surreale. Di "Università Bandita" si è parlato poco e nulla, e sulla legittimità delle prossime elezioni del 23 agosto non è stato sollevato alcun dubbio; ma fortunatamente ci sta già pensando la magistratura. In compenso, però, i luoghi comuni si sono davvero sprecati.


La "formazione ufficiale" di questa strana "tavolata estiva" ai Benedettini era la seguente, da sinistra verso destra: Agatino Cariola, Roberto Purrello, Salvatore Barbagallo, Vittorio Calabrese, Vincenzo Di Cataldo, Vincenzo Ligresti, Francesco Priolo. Ma cosa hanno detto in sostanza?
 

Oltre ad aver esposto sinteticamente i punti del proprio programma, ogni "candidato rettore" ha messo in luce i problemi della nostra università, e le proprie possibili soluzioni. I temi affrontati sono stati quindi la presenza di un massiccio numero di studenti fuoricorso, la desertificazione universitaria, il precariato, la necessità di un potenziamento delle performance amministrative e dell'attività di ricerca di ciascun dipartimento.
 

E quindi perchè, nonostante siano state toccate queste importanti tematiche, secondo noi è stato comunque un incontro banale? Perchè "l'elefante nella stanza" è stato totalmente ignorato. La necessità impellente di ridare credibilità alla nostra università è stata doversomente citata, ma subissata istantaneamente da tutto un'altro tipo di retorica.
 

Tra cui la ridicola, imbarazzante ed evitabilissima frasetta del Professor Vittorio Calabrese: "Devo moltissimo alla nostra 'mamma Università', che ora piange". Seriamente?
 

E poi era come se tutti i presenti stessero pensando, silenziosamente e nello stesso momento, "ma siamo sicuri che queste elezioni si possano fare? E che siano la scelta giusta in questo momento"? Sicuramente sarebbe stato doveroso un intervento chiaro e diretto sulla questione, per tentare di spazzare ogni tipo di dubbio, ma non è stato fatto.
 

In compenso però ci si è lanciati in affermazioni equivoche, o quantomeno equivocabili, come quella del Professore Roberto Purrello: "Nella classifica delle università italiane, che viene denominata in maniera del tutto erronea, noi siamo penultimi subito prima di Napoli." Ecco, invece di protestare e recriminare sui criteri di questa classifica, non sarebbe meglio interrogarsi su ciò che davvero non va?

Per concludere, una delle parole ricorrenti di questo incontro è stata "Cambiamento".

 

Ma siamo sicuri di essere nelle condizioni per poter cambiare davvero? Non passa per la mente a nessuno che ricorrere alle stesse vecchie logiche che ci hanno portato fino a questo punto possa essere un errore? E che se perseveriamo imperterriti ad eseguire manovre poco chiare come quelle del Decano Di Cataldo potremmo davvero non andare da nessuna parte?

 

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