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La vergogna dei 18 pescatori mazaresi ostaggi in Libia da un mese. E i nostri governi cialtroneggiano

05-10-2020 08:01

redazione

Cronaca, Focus,

La vergogna dei 18 pescatori mazaresi ostaggi in Libia da un mese. E i nostri governi cialtroneggiano

Governi nazionale e regionale privi di un minimo di autorevolezza

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Vogliamo dedicare l'apertura di questa settimana a 18 famiglie in angoscia, vittime dell'incapacità dei governi nazionale e regionale.

Sono stati sequestrati il primo settembre a 35 miglia dalle coste libiche gli equipaggi dei motopescherecci “Antartide” e “Medinea”.

Da quel momento i 18 uomini della marineria mazarese sono stati rinchiusi in un carcere di Bengasi.

A condurre l'operazione gli uomini del generale Haftar.

Dopo qualche giorno dall'arresto è spuntata l'accusa di traffico di droga che appare del tutto surreale nell'ambito della comunità mazarese, che conosce gli armatori Marrone ed i pescatori coinvolti come persone dedite al duro lavoro del mare al di sopra di ogni sospetto.

In realtà pare che dietro questo attacco delle bande libiche di Haftar ci sia il madestro tentativo di barattare la liberazione dei nostri pescatori con l'estradizione di quattro libici, detenuti in Italia con l'accusa di essere tra gli scafisti responsabili della "Strage di Agosto" e già condannati dal tribunale di Catania a 30 anni di reclusione.

Nei giorni scorsi i familiari dei 4 scafisti hanno infatti espressamente chiesto ad Haftar di bloccare la liberazione dei nostri pescatori se non in cambio dell'estradizione degli scafisti.

Cresce la tensione, con la comunità mazarese più volte scesa in piazza per chiedere un intervento più deciso dei governi nazionale e regionale: È QUESTO È IL VERO PROBLEMA.

 

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 04818090872
Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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