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Sicilia zona arancione? Condannati a guardarci allo specchio

05-11-2020 07:06

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus,

Sicilia zona arancione? Condannati a guardarci allo specchio

Inutile strillare, la realtà è oggettiva: SIAMO SCARSI IN TUTTO E ORA PAGHIAMO CON LA VITA

Proprio così, la nostra regione, la meravigliosa Sicilia, culla della civiltà mondiale, epicentro di Cultura e Bellezza, è tra quelle considerate più a rischio del paese di soccombere al Covid19, confinandoci in una oltraggiosa zona arancione che ci condanna, ancora una volta, a guardarci allo specchio impietoso della nostra inadeguatezza nello scegliere da decenni, forse da secoli, gente assurda a governarci in maniera incredibile.

 

Ora tutti a strillare, politicanti sicilioti di ogni risma, molti senza né arte né parte, perché il governo centrale, che da parte sua di cazzate ne ha fatte a quintali in questi mesi, ha dichiarato la Sicilia zona arancione, con tutto quello che comporta in termini di restrizioni e danni economici che si abbattono su un tessuto già assassinato dalla incapacità di programmazione e gestione da parte di chi dovrebbe avere una visione ed invece foraggia clientele e malavita.

 

E cosa strillano? Con chi se la prendono?

 

È piaciuto a tutti considerarci "sperti" quest'estate, graziati da un clima che ci ha messo al riparo dagli effetti più violenti del contagio, ci siamo abbandonati ad ogni bagordo, a ballare come scemi in locali inadeguati, "perché l'aperitivo è irrinunciabile, un diritto costituzionale", l'apoteosi della cretinaggine di fronte all'evidenza.

 

Chi doveva prevenire e programmare si è ubriacato in assunzioni senza testa e senza regole di personale sanitario male impiegato e peggio formato, producendo più danni che soluzioni, riuscendo ad infettare tutti gli ospedali ed ambulatori possibili e generando una confusione insostenibile.

 

La verità è che la Sicilia è un disastro, comunque la si guardi: infrastrutture, mobilità, istruzione, formazione, sanità, enti locali, ammministrazioni di ogni ordine e grado.

 

UN DISASTRO!

 

E neanche adesso che stiamo rischiando la vita, nel senso letterale del termine, perché se ti capita un infarto o un ictus non hai dove andare e rischi di morire, solo come un cane, dentro un ambulanza in un parcheggio affollato di qualche ospedale assaltato, neanche adesso abbiamo la consapevolezza che tutto questo ci accade, a noi ed alle nostre famiglie, perché abbiamo accettato di votare per ottenere una raccomandazione, una promessa, perché abbiamo votato "l'amico" anche se sappiamo che è sempre stato il più scecco di tutti e si è messo a far politica perché qualsiasi lavoro normale non lo avrebbe saputo svolgere.

 

Quindi, inutile strillare: proviamo a sopravvivere se ci riusciamo, proviamo a fare in modo che le categorie più esposte ottengano ristoro, non perché perchè lo meritano essendo anch'esse, come noi, responsabili, complici di questo schifo, ma perché occorre superare tutti insieme questo momento, anche solo per il gusto di provare, subito dopo, a fare i conti con questi animali mandandoli dove meritano.

 

Al di là delle recriminazioni, tutte opinabili comprese queste, bisogna dire che le ragioni per cui i territori sono sottoposti alle restrizioni sono del tutto oggettive e proveremo nei prossimi giorni a capire in quali la nostra amatissima Sicilia è carente. E perché.

 

Intanto proviamo a capire senza rivendicazioni isteriche.

L'Istituto Superiore di Sanità, già a maggio, mica ieri, ha individuato 21 criteri in base ai quali si giunge alla classificazione:


I macro criteri da monitorare nel corso di questa fase sono tre:

 

• Capacità di monitoraggio

• Capacità di accertamento diagnostico e gestione dei contatti

• Tenuta dei servizi sanitari

 

Alcuni indicatori che dovranno essere tenuti sotto controllo saranno il numero dei casi sintomatici e la percentuale di tamponi positivi. 

Inoltre, dovrà essere monitorato anche il numero dei nuovi focolai e quello degli accessi al Pronto Soccorso.

 

Il ministero della Salute spiega che a ogni indicatore è fissato un livello di “soglia” e uno di “allerta”. 

 

Per esempio, nel caso dei tamponi la soglia accettabile è il trend di diminuzione negli ospedali e nei Pronto Soccorso. 

Per quanto riguarda l’indice di contagio, invece, l’allerta scatterà solo quando il numero sarà superiore a 1. 

I Pronto Soccorso rispettano il valore soglia quando il numero di accessi con sindromi compatibili con Covid-19 è in calo o stabile in almeno l’80% delle strutture che fanno parte della rete di sorveglianza della Regione. 

L’allerta scatta se si verifica un aumento degli accessi in almeno il 50% dei PS. Infine, il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti Covid non deve superare il 30%.

 

L'elenco degli indicatori

 

Il monitoraggio comprenderà i seguenti indicatori.

 

Indicatori di processo sulla capacità di monitoraggio:

• Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio

sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

• Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

• Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

•  Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o

residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

•  Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali

sociosanitarie (opzionale).

•  Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).

Indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti:

•  Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di

screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.

• Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.

• Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).

• Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng.

• Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.

• Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata

regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.

Indicatori di risultato relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta deiservizisanitari:

• Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.

• Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).

• Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana

(opzionale).

• Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.

• Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).

• Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non

associati a catene di trasmissione note.

• Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).

• Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.

•  Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.


Quindi, come si vede, la questione è prettamente scientifica, non lascia spazio a valutazioni "politicanti" di novelli masanielli che in queste ore si sono persino aumentati la pensione, i deputati regionali, e sono in realtà i maggiori responsabili di quanto sta accadendo, ma neanche a quelle in buona fede di chi da oggi si ritrova senza reddito e senza prospettive: bisogna capire in quali di questi parametri la Regione Siciliana non si trova adeguata, nonostante i sette mesi di tempo per intervenire e nonostante le enormi, perché sono enormi, risorse finanziarie ottenute e spese in questo periodo.

Risolto il dilemma su quello che hanno realmente combinato in queste terribili settimane, forse si potrà ricominciare a parlare di Politica, partendo possibilmente dalla consapevolezza che col nostro voto, alle elezioni nazionali e regionali, in questi anni, in questi mesi, persino con le comunali del mese scorso, abbiamo deciso della vita nostra e dei nostri cari.

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 04818090872
Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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