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SAC-Aeroporto di Catania, il superconsulente Kiko Merlino ha perso la causa che aveva intentato a Sudpress: tu

02-02-2024 06:20

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, SAC&CamCom, Focus, Laterale,

SAC-Aeroporto di Catania, il superconsulente Kiko Merlino ha perso la causa che aveva intentato a Sudpress: tutto vero quello scritto.

L'ennesima che subiamo. Da anni. E solo per il dovere di informarvi di quello che combinano con soldi e ruoli pubblici.

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La notizia è semplice semplice.

 

L'avvocato Kiko Merlino aveva trascinato il giornale e chi vi scrive in tribunale per ottenere un risarcimento per il solo fatto che avevamo svelato che, almeno a far data dal 2018 (non sappiamo prima perché hanno cancellato i dati precedenti dal sito trasparenza) ha ottenuto dalla società pubblica SAC, che gestisce l'aeroporto di Catania,  oltre un centinaio di affidamenti diretti superando abbondantemente il milione di euro di compensi.

 

Ed ecco la notizia semplice semplice: anche lui, come gli altri della SAC che ci hanno citato, ha perso.

 

Il giudice Raffaella Finocchiaro della Terza Sezione civile del Tribunale di Catania ha pienamente accolto la nostra difesa e respinto le richieste dell'avvocato Francesco Maria Merlino, detto Kiko, richieste che non aggettiviamo per creanza.

 

Innanzitutto, in premessa, i ringraziamenti dovuti e di cuore all'avvocato Renata Saitta che anche stavolta ha difeso con impegno e vittoriosamente non solo il nostro dovere di scrivere la verità, ma soprattutto il diritto dell'opinione pubblica di conoscere quello che combinano con i soldi e ruoli pubblici.

 

L'impegno dell'avvocato Renata Saitta si aggiunge a quello altrettanto vittorioso in sede civile dell'avvocato Franz Sgroi ed in sede penale agli avvocati Emanuela Fragalà e Dario Riccioli, tutti impegnati a difendere questa testata nelle innumerevoli aggressioni giudiziarie che subisce da oltre un decennio: grazie, grazie, grazie! 

 

Ma torniamo all'oggetto di oggi, o al soggetto, fate voi.

 

Dell'avvocato Kiko Merlino ci eravamo occupati nell'ambito delle varie inchieste che abbiamo dedicato alla gestione della SAC, in particolare sulle centinaia di affidamenti diretti per centinaia di milioni di euro.

 

L'avvocato Merlino risulta tra i maggiori “affidati diretti”:

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Quindi, dal 2019, 86 (ottantasei) affidamenti diretti per quasi 1 milione di euro. I dati pubblicati dalla SAC partono dal 2019, omettendo quelli precedenti. Ma noi li abbiamo, almeno a partire dal 2018:

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E quindi ne aggiungiamo un'altra ventina del 2018 per circa 90.000 euro.

Senza dimenticare quelli, sempre affidati direttamente, dalla società interamente controllata dalla SAC, cioè la SAC Service che anch'essa non si è potuta sottrarre alla indispensabile consulenza dell'avv. Kiko, altri 50 mila euro, tanto per gradire:

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Non sappiamo, al momento, se ce ne sono altri di affidamenti diretti precedenti al 2018…

Bene, questo il quadro che il Giudice Finocchiaro ha riconosciuto perfettamente vero, riportato in maniera continente e di sicura rilevanza pubblica.

 

Una sentenza di ben otto pagine in cui, tra l'altro, oltre a riconoscere il valore del giornalismo d'inchiesta ebasandosi su numerosa e consolidata giurisprudenza, si legge: “Dal contenuto e dal tenore degli articoli allegati al ricorso viene veicolata all’opinione pubblica la notizia dell’intervenuto affidamento di numerosi incarichi fiduciari di consulenza legale giudiziale e stragiudiziale da parte di Sac s.p.a. e della controllata Sac Service s.p.a. al ricorrente, mediante la procedura del c.d. affidamento diretto con delibera dell’amministratore delegato della società, con indicazione dei compensi complessivi dal medesimo percepiti, nell’arco di un biennio dal 2018 al 2020 e anche successivamente.”

 

E ancora: "l’articolo riferisce un dato essenzialmente vero, come dal medesimo ricorrente riferito in ricorso, ossia che una società partecipata da enti pubblici, ossia di rilievo pubblico, quale è la Sac s.p.a. abbia conferito, in un biennio, numerosi incarichi ad un medesimo professionista, facendo ricorso esclusivo alla procedura di affidamento diretto, affiancando allo scritto, la foto del professionista e dell’amministratore delegato e i vari estratti riepilogativi riportanti i dati tratti dal sito della stessa SAC s.p.a.

Ricorre poi nella specie l’interesse pubblico alla conoscenza della notizia atteso che SAC s.p.a. è una società partecipata da enti pubblici, di rilievo pubblico, operante in un settore strategico quale è quello aeroportuale, avente scopo di lucro, di notevole rilevanza economica. Si tratta di una tematica di rilevanza sociale e di interesse pubblico.

Pertanto, tutte le notizie afferenti la gestione della detta società giustificano senz’altro l’interesse sociale alla conoscenza e alla diffusione all’opinione pubblica di notizie e fatti inerenti la concreta gestione della società."

 

Prosegue: "Si rileva al riguardo che gli articoli giornalistici suddetti, come rappresentato dai resistenti, e come emergente dai molteplici articoli allegati al ricorso, si inseriscono nell’ambito di una più ampia inchiesta giornalistica, articolatasi nel corso degli anni e tutt’ora in corso, che ha coinvolto e coinvolge la gestione globale della SAC s.p.a., i suo vertici e anche altri professionisti che cooperano con la stessa, non soltanto in relazione al settore degli incarichi legali anche a diversi professionisti, ma anche in relazione ad altri segmenti di attività sociale e altri professionisti e imprese.

Peculiare rilievo a tal fine assumono le condivisibili conclusioni a definizione del procedimento penale svoltosi a danni degli odierni resistenti in relazione al reato di diffamazione. L’ordinanza di archiviazione del Gip del 30.5.2022 resa nel procedimento penale n.r.Gip 3946/21 perviene alla condivisa conclusione dell’esclusione della capacità diffamatoria di diversi articoli coinvolgenti i vertici Sac, le modalità di scelta e affidamento di incarichi e appalti, tutti afferenti la medesima inchiesta giornalistica oggetto del presente giudizio."

 

Quindi, anche la condanna alle spese per il super consulente che ci ha denunciato: "Il Tribunale, visti gli artt. 702bis ss. c.p.c., definitivamente pronunciando, ogni diversa domanda ed eccezione disattesa,rigetta il ricorso;
condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite, in favore dei resistenti, da distrarsi in favore del difensore Avv. Renata Saitta, liquidate in €3.196,60 per compensi, oltre spese generali al 15%, IVA e CPA se dovuti per legge."

 

UN POST SCRIPTUM: il Giudice ha dovuto condannarci al pagamento del contributo unificato di 259 euro per non esserci presentati al tentativo di mediazione che deve precedere la causa.

Siamo ben felici di pagarlo allo Stato: NOI NON ABBIAMO NULLA DA MEDIARE. MAI!


Leggi anche:  
































































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"SAC Aeroporto di Catania, negato accesso agli atti: Ma non era tutto trasparente?"

 

Nella denuncia hanno sostenuto che "gli atti erano stati secretati per tutelare il processo di privatizzazione in virtù del principio di libera concorrenza." 

 

E noi ridiamo!











































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