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Parco Acquatico di Acireale, il consiglio comunale si impaluda. Adesso è ora di una bella ispezione regionale

14-11-2020 06:20

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus, Comune di Acireale, Cable Park, Michele Alì,

Parco Acquatico di Acireale, il consiglio comunale si impaluda. Adesso è ora di una bella ispezione regionale...

E questa è la terza puntata di una storia pazzesca che solo a Catania...ADESSO NOI UNA BELLA RACCOLTA DI FIRME LA SOSTEREMMO VOLENTIERI...

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Si è svolta una surreale seduta del consiglio comunale di Acireale, con tanto di presidenza in remoto da una stanza da letto ed una lunga discussione sull'ormai arci noto caso del Parco Acquatico di Acireale, il Cable Park di cui ci siamo già occupati dedicandogli un primo articolo ad agosto e poi anche una delle puntate del nostro SudTalk in diretta che riproponiamo a seguire.

A dare notizia di questa convocazione, con qualche vana e un pò ingenua speranza che potesse essere occasione di fare chiarezza, è uno dei protagonisti di questo progetto che poi è un sogno ormai di tanti: Valerio Longo Fiamingo

La seduta del consiglio comunale si è svolta e la delusione è stata immediata, considerato che il risultato è stato un ulteriore avvitamento su sé stessi.

E infatti sempre Valerio Longo ne fa una sintesi:

Il video della seduta, per quanto abbastanza noioso per chi non è appassionato di commedie dialettali, qualche spunto interessante lo contiene.

Lo mettiamo a disposizione in versione integrale...

Il primo riguarda la posizione assunta dall'Avvocatura del comune di Acireale che sta rappresentando l'ente nel contenzioso incardinato dalla società del Cable Park innanzi al CGA.

 

L'Avvocatura ha respinto l'invito del consiglio comunale di partecipare alla seduta, con la motivazione che il procedimento è ancora in corso, ma ha offerto una sua relazione che si chiude ventilando la possibilità che l'amministrazione comunale possa revocare i suoi atti in autotutela: non si capisce se si tratta di un suggerimento, certo lascia riflettere.

 

Poi c'è la lunga relazione del responsabile del settore di competenza, l'ingegnere capo Giudice dell'amministrazione del sindaco 5Stelle Michele Alì, lo stesso, l'ingegnere Giudice, che ha proceduto personalmente all'acquisizione gratuita al patrimonio del comune di 7 ettari di proprietà privata per "una serie sistematica di abusi" del tutto imprecisata e che il tribunale di Catania, sezione penale, ha già chiarito INESISTENTI.

Cosa sia in realtà accaduto e quali siano questi presunti abusi lo abbiamo chiarito nel corso del SudTalk che gli abbiamo dedicato, con tanto di documentazione fotografica che dovrebbe aprire ben altri procedimenti.

 

Si tratta infatti di qualche catasta di legni assemblati in prefabbricato immediatamente amavobile, rappresentati attraverso una suggestiva relazione dei vigili urbani, come fosse una villa faraonica.

Fatto sta che il consiglio comunale non pare sia in condizione, per motivi vari, di districare la matassa che si ingarbuglia ogni volta che se ne occupa, producendo due risultati:

il continuo ulteriore degrado ed ammaloramento di un'intera zona che poteva diventare un gioiello e la prospettiva di provocare un risarcimento milionario che butterebbe gambe all'aria l'intero bilancio comunale.

 

Certo, i danni materiali per la distruzione dei materiali, prefabbricati ed in legno del valore di centinaia di migliaia di euro qualcuno dovrà risarcirli.

 

E dovrà risarcirli o ai legittimi proprietari di fatto espropriati o allo stesso comune di Acireale, considerato che li ha acquisiti al patrimonio del comune diventandone quindi custode responsabile del mantenimento del loro valore.

E invece abbiamo visto come sono ridotti: competamente distrutti come abbiamo documentato con tanto di video.

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Proprio per questo, o quanto meno anche per questo, e lasciando perdere tutte le altre incongruenze, considerata l'evidente cattiva gestione di un bene sotto la responsabilità dell'amministrazione del comune di Acireale e la prospettiva di un ulteriore danno all'ente locale derivante dal potenziale risarcimento, pare ricorrano tutti gli estremi per giungere ad un più deciso intervento da parte del governo regionle che sino a questo momento è stato inspiegabilmente alla finestra. 

E invece il governo regionale ha il potere ed il dovere di intervenire, attivando quanto previsto e prescritto dall'art.25 della Legge 44 del 1991:

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L'assessore regionale agli Enti Locali è il catanese già senatore Antonio Scavone al quale è possibile rivolgere un appello semplice semplice:

Caro Assessore Scavone, anche considerato il clamore pubblico di questa vicenda, l'importanza per il territorio di questa iniziativa e l'evidenza di danni milionari, vuole cortesemente attivare i suoi uffici, che poi dovrebbero essere al servizio del cittadino, per valutare se in questo caso sia stata rispettata "l'esatta osservanza delle leggi e dei regolamenti" 

Per quello che potrebbe riguardarci come testata, noi una bella raccolta di firme, una petizione di quelle che si usavano una volta quando anche i politicanti apparivano almeno intelligenti ed i funzionari capaci, la sosteremmo volentieri...

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 04818090872
Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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