Dopo le denunce di Sud Press, la fondazione no profit Città Invisibile inasprisce la sua battaglia contro Golia: "Il Teatro Massimo Bellini di Catania sperpera 1 milione e mezzo di fondi pubblici. E' una vergogna!". Dalle carte alla strada, non si ferma la pretesa di trasparenza: dopo la seconda richiesta di accesso agli atti, oggi in scena la protesta musicale dei bambini dei quartieri disagiati
Il 24 settembre 2015, SUD Press contestava le opacità sul mega finanziamento europeo del PON Sicurezza 2007-2013. A questi dubbi sulla gestione dei fondi pubblici, si sono sommate nel corso dei mesi, nuove ombre sui protagonisti dei bandi, sull'effettiva realizzazione dei progetti e sui risultati raggiunti. Un quadro complesso per cui Alfia Milazzo, presidente della Città Invisibile, ha inoltrato al Teatro Bellini una prima richiesta di accesso agli atti, categoricamente rifiutata dall'ente a novembre. Ma la Legge Madia n°97 del 25 maggio 2016 non permette al Teatro di precludere alla città la verità e la trasperenza. Per questo, la Fondazione - anima dell'orchestra giovanile Falcone Borsellino - ha recentemente inoltrato una nuova richiesta di accesso agli atti. Questa mattina, la protesta è arrivata direttamente alle "porte" del Bellini. Un gruppo di piccoli musicisti dell'orchestra Falcone Borsellino ha suonato alcuni brani in Piazza Teatro Massimo per ribadire la pretesa di legalità e trasparenza.
"La nostra orchestra non percepisce fondi pubblici a differenza del Teatro Massimo Bellini che sta sperperando un milione e mezzo di euro destinati a questi bambini dei quartieri più difficili di Catania senza neanche la dignità di rispondere alla nostra richiesta di accesso agli atti. Noi chiediamo più trasparenza e meno incarichi. Persone pagate 400 euro al giorno, non si sa come sono stati scelti questi docenti e con che meriti. Non si conoscono i loro curriculum. La trasparenza è legalità. Questi fondi sono tolti ai bambini poveri di Catania, è una vergogna!", ha detto Alfia Milazzo. Questa sera, alla Scuola Campanella Sturzo, andrà in scena il primo dei due concerti dell’orchestra costituita con i fondi PON Sistema a cui la stessa fondazione presieduta da Alfia Milazzo era stata invitata ma che ha rifiutato con una durissima lettera. “Non vogliamo prestare fede alle tante voci che ipotizzano la presenza di altri gruppi orchestrali durante questi concerti come una strategia per coprire eventuali incapacità o difficoltà dei bambini da voi preparati per far fare bella figura alla vostra organizzazione. Tuttavia riteniamo che 750 mila euro di progetto meritino la dimostrazione del lavoro effettivamente svolto e, soprattutto, del coinvolgimento dei bambini ai quali il progetto stesso mirava, ovvero quelli appartenenti alle fasce disagiate di Catania”, si legge tra le motivazioni della Fondazione che promette di continuare a far sentire la propria voce.