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Rifiuti: il bizzarro appalto di Catania da 335 milioni è già in tribunale

08-06-2021 07:01

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus,

Rifiuti: il bizzarro appalto di Catania da 335 milioni è già in tribunale

Catania è ormai da troppo tempo la città dove non funziona niente di niente e dove tutto diventa esagerato

Quella dell'appalto per la raccolta dei rifiuti nella città di Catania è una delle storie più surreali che ci si trova a dover raccontare: in ben sette anni (SETTE) le amministrazioni responsabili non sono riuscite a realizzare una gara d'appalto ragionevole. I motivi restano misteriosi.

 

E dire che si tratta di uno degli appalti più importanti d'Italia e tra i primi d'Europa: 334 milioni di euro il valore complessivo.

 

Dopo numerose aste andate deserte, è stato confezionato un nuovo bando sul quale però si sono subito addensate troppe ombre, tutte confermate dall'eclatante fatto che nessuno dei maggiori player del settore ha ritenuto di partecipare alla gara e le uniche due aziende che lo hanno fatto, entrambe laziali, sono la Ecocar della famiglia Deodati, già coinvolta in numerose inchieste giudiziarie compresa la "Garbage Affaire" della Direzione Investigativa Antimafia proprio sul servizio dalla stessa gestito precedentemente a Catania che ha già condotto a numerose condanne penali, e la SuperEco, una società con un capitale sociale di appena 10 mila euro ed anch'essa con non pochi precedenti complicati.

 

Inutile ripercorrere le rispettive storie, agli appassionati del genere basta inserire i nomi in qualsiasi motore di ricerca per trovare notizie a ...bancali.

 

Le domande sul perché a Catania, proprio e sempre in questa città, possano accadere cose come queste non è certo peregrina e non dovrebbero essere solo i giornali a porsele.

 

Fatto sta che, come detto, nessuna azienda, a parte le menzionate, ha partecipato all'appalto, nonostante l'importanza delle cifre in ballo.

 

Per di più il servizio era stato diviso in tre lotti diversi e per il più rilevante, quello centro che da solo vale circa la metà dell'intero importo, non hanno ritenuto di partecipare neanche le due laziali di cui sopra.

 

E ancora non è noto come si risolverà questo "piccolo" incidente: pare che l'amministrazione comunale si stia orientando ad una trattativa privata per il lotto centro andato deserto, una "trattativa privata" per un valore di 163 milioni di euro...altro che "Garbage affaire", qua gli affari rischiano di essere sgarbatissimi

 

Insomma, qualche problemino deve esserci.

 

E adesso c'è una novità rilevante.

 

L'appalto approvato dal comune di Catania è stato gestito dalla SRR della Città Metropolitana e la procedura affidata all'UREGA.

 

La fase preliminare della complicata gara è stata animata da una serie di richieste da parte di varie aziende interessate di chiarimenti su alcune clausole del capitolato a cui la stazione appaltante ha risposto in maniera addirittura contraddittoria, originando prima l'astensione da parte della totalità delle aziende del settore per il lotto centro e poi la presentazione di un ricorso che mira a far affermare al Tribunale Amministrativo l'incongruità di alcune clausole contenute nel capitolato che hanno reso il bando insostenibile ed aleatorio, chiedendone l'annullamento.

 

A presentare ricorso due aziende, la Dusty srl e Ecolandia, per le quali l'elemento principale risiede nella clausola che prevede che il costo del trasporto dei rifiuti debba essere sopportato dalle stesse azende anche nel caso in cui le attuali discariche, tutte in rapido esaurimento, dovessero risultare non utilizzabili costringendo quindi al conferimento in altre regioni, magari all'estero, con aumento delle spese incalcolabile.

 

Considerata l'aleatorietà della clausola, varie aziende hanno presentato nella fase preliminare richieste di chiarimenti al responsabile del procedimento della SRR che, e qua sta il problema, ha risposto in maniera del tutto contraddittoria, inconcepibile in una gara di tale importanza.

 

Prima ha infatti asserito che i maggiori costi sarebbero stati rimborsati dal comune, poi, ad una ulteriore richiesta di precisazioni, ha affermato esattamente il contrario, confermando quanto previsto dal bando, e cioè che il rischio, enorme, rimaneva a carico delle imprese.

Da ciò il risultato della mancata partecipazione.

 

A spigare meglio i contorni della vicenda un comunicato inviato a tutte le redazioni dall'avvocato Lino Barreca che assiste la Dusty nel ricorso amministrativo la cui udienza è fissata per il 9 giugno.

 

 


"E' ormai noto - scrive l'avvocato Barreca - che sia in corso un contenzioso sulla nuova gara d'appalto per l'affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti nella città di Catania, suddiviso in tre lotti. 

 

Per comprenderne le ragioni, si deve innanzitutto premettere che nessuna seria impresa del settore (a parte due imprese laziali) ha ritenuto di partecipare alla gara, tant'è che la gara per il lotto più importante (Catania centro) è andata deserta, al lotto 3 ha partecipato solo un'impresa e la stessa impresa più un'altra hanno partecipato al lotto 1. 

 

Le ragioni che hanno indotto la Dusty, nonché separatamente altra impresa del settore (Ecolandia) ad impugnare il bando di gara, sono intimamente collegate alle inique condizioni del bando di gara, che hanno impedito quell'ampia partecipazione concorrenziale che la Città di Catania certamente merita, nell'affidamento di un così rilevante servizio.

 

Prima di illustrare la fondamentale ragione che ha impedito ad altre imprese di formulare una seria offerta, si deve ricordare che purtroppo - fatto ormai noto - i vari impianti di conferimento dei rifiuti in Sicilia orientale (ove vengono trasportati i rifiuti della Città di Catania) sono
ormai quasi saturi, sicchè è fortemente probabile che i rifiuti dovranno a breve (e certamente per tutta la durata del nuovo appalto) esser trasportati fuori Sicilia (forse persino all'estero). 

 

Ciò significa che i costi del "trasporto" dei rifiuti collegati all'appalto della Città di Catania, sono destinati a lievitare enormemente, in maniera peraltro imprevedibile (potendo variare la distanza del trasporto di ogni singolo viaggio - e se ne fanno più di uno al giorno - da 50 a oltre 1.000 KM). 

 

A fronte di tale incertezza, il bando di gara su cui è insorto il contenzioso aveva originariamente previsto che qualunque sia il luogo di
conferimento dei rifiuti, tutti i costi del trasporto rimangono a carico della ditta affidataria del servizio.

 

Tale clausola, sarebbe stata forse accettabile, in una situazione normale in cui la variazione da un impianto finale di conferimento ad un altro sia comunque circoscritta ad un ambito locale (con spostamenti di qualche decina di Km al massimo). 

 

Ma con la situazione di emergenza e saturazione di tutti gli impianti siciliani, nessuna impresa poteva assumere il rischio (peraltro ormai quasi certo) di sopportare i maggiori costi della scelta - riservata all'Amministrazione - di individuare nuovi impianti di conferimento, anche fuori Sicilia, senza prevedere alcun indennizzo.  

 

A fronte delle rimostranze di varie imprese, l'Amministrazione aveva tuttavia opportunamente e correttamente inserito un "chiarimento" nelle regole di gara, precisando che "Qualora i predetti impianti dovessero cambiare registrando un sensibile incremento della distanza, verranno riconosciuti all'aggiudicataria i maggiori oneri dovuti". 

 

Veniva quindi chiarito che in caso di trasporto (ad esempio)  fuori provincia ovvero fuori regione, a fronte di tale sensibile incremento della
distanza, i maggiori costi sarebbero stati posti a carico del Comune e quindi rimborsati all'impresa affidataria del servizio.

 

Ma l'Amministrazione, dopo aver reso tale fondamentale chiarimento, pochi giorni dopo se lo è letteralmente rimangiato, affermando che il chiarimento reso era frutto di un mero errore e che "nulla è dovuto alla società aggiudicatrice, anche nel caso in cui il nuovo impianto di conferimento dovesse trovarsi più distante".

 

Tale illogico e contraddittorio comportamento dell'Amministrazione, caricando esclusivamente sulla ditta affidataria i maggiori costi di
trasporto, qualunque  sia la maggiore distanza dell'impianto finale di conferimento, ha reso con ogni evidenza totalmente antieconomico lo
svolgimento del servizio
, e ciò spiega  sia le ragioni per cui nessuna seria impresa ha ritenuto di poter formulare un'offerta per questo appalto, sia le ragioni del contenzioso, che riguarda infatti (alla luce di queste affermazioni dell'Amministrazione) la totale indeterminatezza dei costi del trasporto, e quindi la nullità del bando di gara."


Così l'avvocato Barreca, di certo resta lo sgomento di come sia possibile che possano accadere, e così ripetutamente, cose del genere in una città come Catania.

O forse proprio perché è Catania, la città dove non funziona niente di niente e tutto diventa esagerato?


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